Esteri

Nota informativa della RACMI sui viaggi inutili e rischiosi nei campi di Tindouf in Algeria

1384971_713025215392016_849697150_nNoi nella Rete delle associazioni della comunità marocchina in Italia (RACMI), abbiamo appreso con grande sorpresa e dispiacere, tramite un sito web, che alcune persone parmigiane e toscane stanno organizzando viaggi di “studi per minori italiani” o di “verificare” inesistenti “progetti” o di altre pretese, ai campi di Tindouf in Algeria.

Tutte queste negligenze avvengono malgrado gli sconsigli della Farnesina e di tutti i governi del mondo di visitare queste zone grigie, e le loro raccomandazioni assolute di sospendere ogni viaggio in tale zona e nel sud algerino, per la mancanza della sicurezza dovuta dalla presenza dell’organizzazione terroristica Al Qaeda e le sue varie formazioni.

Nei campi di Tindouf precisamente è stata rapita la nostra Cooperante Rossella Urru e due spagnoli, sequestrati per nove mesi da poi liberati grazie al pagamento d’Italia e di Spagna di un riscatto di 30 milioni di euro.

Nella stessa zona è avvenuto anche il rapimento della toscana Sandra Maria Mariani, rimasta in sequestro nelle mani dei terroristi circa due anni.


Oltre al pericolo assoluto della presenza delle organizzazioni terroristiche come AQMI e MUJAO, e le bande criminali organizzate, la zone dove intendono andare queste persone imprudenti è vietata per la circolazione dall’ONU per la presenza di milioni delle mine antiuomo piantate dall’esercito algerino, dai mercenari e dall’organizzazione separatista “polisario”, negli anni settanta e negli anni ottanta, durante il periodo della guerra fredda. Da far presente che è accaduto, a Tindouf, quattro anni fa un episodio gravissimo davanti agli occhi di diversi giovani italiani toscani condotti al pericolo e terrorizzati, quando una mina antiuomo si è esplosa: un giovane della zona desertica ha perso una gamba e un altro avuto gravissime ferite, questi episodi sono purtroppo molto conosciuti.

Altro che “portare cancelleria scolastica” dal Chianti a Tindouf, addirittura a dicembre, altro che “pedagogico e didattico” come pretende una scuola e un amministratore Comunale a Sesto Fiorentino o la “verifica” dei “progetti” inesistenti di Parma o la visita alla capra bolognese a Tindouf, come pretende una fonte dell’Emilia Romagna. Questi viaggi sono rischiosi e propagandistici.

Noi nella RACMI, crediamo doveroso informare tutti e attirare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale, istituzioni ed eletti locali, nazionali ed internazionali, l’Unicef, compressi i genitori dei minori ed i viaggiatori maggiorenni che la sicurezza non c’è in sud algerino e nei campi; chiediamo a chi intende di mettere i piedi nel pericolo di riflettere due volte prima di andare.

Infine, noi continuiamo ad insistere con nostri appelli lanciati in diverse occasioni ed appuntamenti nazionali ed internazionali, come abbiamo fatto nel Forum Sociale Mondiale a Dakar e Tunisi, nel Forum Sociale Europeo 10+10 a Firenze, al RECOSOL eccetera; invitiamo la comunità internazionale, le ONG del mondo e tutti che hanno a cuore la sacralità della vita di adoperare tutti i mezzi utili per un’ingerenza mondiale in Algeria per sradicare il terrorismo e per garantire la sicurezza e la vita degli stranieri in Algeria.

Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI)


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Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

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