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Cold case risolto? Patricia Cornwell risolve il caso di Jack Lo Squartatore

jack the ripperA fine 800 Londra è sconvolta da uno dei più strani misteri britannici. Tra strade e cunicoli dei sobborghi londinesi è terrore. La notte si aggira un uomo, forse un serial killer, Jack the Ripper, ovvero Jack lo squartatore. Inafferrabile killer di prostitute e ragazze di strada, ma anche, sembra cortigiane o donne di facili costumi.

Sul finire del 1880 Whitechapel, noto quartiere londinese,  che oggi sorge ai  confini della City,  è  il cuore pulsante dell’East End. Jack the Ripper, raccontano le cronache, è stato accusato di aver ucciso e sventrato almeno 5 prostitute. Decine e decine sono i crimini impuniti che le leggende metropolitane hanno accostato allo Squartatore, ad oggi chiunque sia stato a Londra ha seguito almeno una volta un tour dedicato a The Ripper. Sullo strano personaggio è poi reperibile molta letteratura, tanti gialli e romanzi  ma Jack non è stato mai catturato sebbene oltre 100 persone in quegli anni siano stati sospettati, tutti i sospetti avevano precedenti di violenza sessuale ed altri efferati crimini ma nessuno ma nulla altro è mai stato provato.


Del caso irrisolto, un cold case secolare, si è occupata la nota giallista americana, l’anamatopatologa  Patricia Cornwell  ha invece tentato di dare una diversa lettura alla vicenda di Jack the Ripper e dopo approfonditi studi avrebbe persino trovato il colpevole. Jack the Ripper era un membro dell’alta società britannica e uno dei pittori più apprezzati dell’epoca: Walter Sickert.

Patricia Cornwell aveva già nel  2002  in «Ritratto di un assassino» aveva esposto la sua tesi attirando contro di sè decine di critiche, la Cornwell non si è arresa e 10 anni dopo conferma la sua tesi.  Contro Sickert l’anamatopatologa americana avrebbe trovato prove decisive, il pittore sarebbe colpevole e, nel nuovo scritto viene anche rilanciata   l’ipotesi di un complotto ordito dalla famiglia reale britannica.

Indagini accuratissime che oltre agli studi d’archivio hanno visto coinvolto anche ex detective di Scotland Yard, John Grieve, e la giallista è persino riuscita ad avere accesso alle lettere inviate dall’assassino alla polizia, custodite negli Archivi Nazionali di Kew.

Tra le ormai secolari centinaia di carte solo 4 sono di Jack, e sono quelle che per semplicità vengono indicate negli annali come  «Dear Boss», «Suicy Jacky», «From Hell» e «Openshaw».

Su Openshaw Cornwell si è magistralmente concentrata, la missiva veniva inviata al dottor Openshaw, che ai tempi aveva eseguito  eseguì un esame autoptico su un pezzo di rene che era stato inviato da The Ripper con la lettera «From Hell», nel testo il killer lodava il medico per essere riuscito a ricondurre il rene a  Catherine Eddowes.

Secondo la Cornwell la lettera era stata fatta ad arte, gli errori ortografici sarebbero voluti ma stranamente la filigrana della carta è la medesima utilizzata  da Walter Sickert.

Prova inconfutabile o mera casualità?

Cornwell non si arrende e grazie alle tecniche moderne riesce a prelevare tracce di Dna dal francobollo della lettera e a confrontarlo con quello del pittore: la corrispondenza sarebbe innegabile,  ed è questa la tesi del prossimo libro.


Ma chi è Sickert? Sickert è nato nel 1860 a Monaco di Baviera da padre tedesco e madre irlandese, a Londra sin da giovanissimo diventa  uno dei più apprezzati pittori dell’epoca.  Lucian Freud e Francis Bacon ma anche  Winston Churchill  si fanno fare dei ritratti da lui.

Tra i dipinti però ve ne sarebbero persino dei sospetti, donne nude senza vita su un letto, e potrebbero rappresentare dei delitti compiuti in quel di  Cadmen Town, strano poi anche il quadro intitolato  «Camera di Jack The Ripper»,  la critica racconta cheSickert  avesse dipinto il quadro dopo aver dormito in una stanza che probabilmente aveva ospitato Jack.

La nota giallista americana però   ha acquistato 30 dipinti di Sickert e alcuni storici dell’arte la accusano di averne distrutto almeno uno, per rilevare le tracce di Dna che le servivano per il confronto con quelle della lettera. Un dipinto vale più di un cold case? De gustibus!

Ma che legami ci sono tra Sickert e la famiglia reale britannica? Sembra infatti che il principe  Albert Victor, nipote di Vittoria e figlio del futuro Edoardo VII, avesse avuto un’erede illegittima da una commessa di Whitechapel.  E da qui nascerebbe la necessità di eliminare ipotetici testimoni. I delitti  sarebbero stati compiuti, forse, in complicità con William Gull, chirurgo personale di Vittoria e medico della famiglia Sickert.

Il resto lo si leggerà nell’opera della Cornwell che già si anticipa interessante.


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