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Leone Soriano, dal 41 bis all’ospedale psichiatrico di Livorno

Aperta un'inchiesta per la morte di Giorgio Lanzilao Indagati in sei tra medici e infermieriIl Tribunale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Lucia Monaco, ha disposto il ricovero extracarcerario nell’ospedale psichiatrico di Livorno per Leone Soriano, 47 anni, di Filandari, nel Vibonese, ritenuto a capo dell’omonimo clan e principale imputato del processo nato dall’operazione antimafia denominata “Ragno”.

Leone Soriano, in accoglimento di un’istanza degli avvocati Diego Brancia e Salvatore Staiano, lascia così il carcere di Viterbo dove era sottoposto al regime del carcere duro (41 bis) dal gennaio 2011.

Già condannato con sentenze definitive per estorsione, ricettazione e reati legati agli stupefacenti, Leone Soriano è accusato nel processo “Ragno” di aver promosso l’omonima associazione mafiosa che si sarebbe resa responsabile di danneggiamenti a colpi d’arma da fuoco ed ordigni esplosivi, incendi, minacce e ritorsioni ai danni di imprenditori, pubblici amministratori e carabinieri.

Il 28 novembre scorso il giudice, Lucia Monaco, si è astenuta dalla celebrazione del processo “Ragno” in quanto aveva già giudicato in precedenza l’imputato quale componente della Corte d’Appello di Catanzaro. Nei confronti di Leone Soriano è invece ancora pendente al Ministero della Giustizia una richiesta di revoca dal 41 bis presentata dai suoi legali. (AGI)

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