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U-boat, casco. Coisp, Napoli: tu posi il forcone e io mi tolgo il casco

Immagine di repertorio
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“Le manifestazioni di dissenso che  stanno interessando l’intero territorio nazionale sono il sintomo palese di un malumore che è ormai giunto al limite della sopportazione. L’intera popolazione non ne può più. E protesta. Ma mentre le motivazioni potrebbero risultare pienamente condivisibili, per niente affatto lo è la metodica. La violenza, il tafferuglio, sono sistemi che, come rappresentanti
delle forze dell’ordine, non possiamo in nessun modo condividere. E la strumentalizzazione che sta avvenendo in questi giorni circa l’atteggiamento dei poliziotti rispetto ai fatti di Torino, è un vero e proprio atto di violenza a discapito dei tutori dell’ordine.” A parlare è Giulio CATUOGNO, Segretario Generale Provinciale di Napoli del Sindacato indipendente di Polizia COISP.
“La demagogia di qualche leader di un movimento politico – continua CATUOGNO – è mirata solo a creare una tensione insostenibile, nel corso delle manifestazioni, a discapito dei poliziotti, dei manifestanti stessi, e della sicurezza più in generale.
A Napoli, ieri mattina, nel corso di un blocco in Piazza Carlo III, lì dove la Polizia stava svolgendo una dovuta attività di tutela
dell’ordine pubblico e di garanzia di ogni forma di libertà, ne sono nati dei tafferugli, al termine dei quali i manifestanti pretendevano ad ogni costo che i poliziotti sfilassero i caschi in segno di solidarietà. Orbene, vorremmo esprimere tutta la solidarietà possibile ed immaginabile, ma come si fa a esternare un tale sentimento quando si è innocentemente oggetto unico ed esclusivo dell’incontenibile sfogo di rabbia di chi manifesta e che, magari a causa di pochi, sfocia in violenza e scontri col lancio di oggetti di ogni sorta? “
“ I poliziotti – conclude il Segretario Generale Provinciale del COISP- sono uomini in divisa che stanno soffrendo delle stesse malefatte subite anche dai manifestanti. Ma sono lì per garantire che tutto si svolga in maniera pacifica. Per la libertà di tutti. Come fanno a sfilare il casco se da un momento all’altro possono essere colpiti da una spranga o da un sasso? Come si può avere la pretesa
di obbligare uno a non salvaguardare la propria incolumità? Nel rispetto di tutti, si cerchi di rispettare anche il lavoro delle forze di polizia! Un lavoro, ripeto, di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e non di protezione dei politici di turno! Per questo motivo, alle manifestazioni, chi protesta deponesse spranghe e sassi, deponesse i forconi e noi ci toglieremo il casco!”.

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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