Società

Un altro 12 dicembre. Graziella Campagna, morta ammazzata per mano mafiosa…era il 1985

graziellaDodici 12, per i più anniversario della strage di Piazza Fontana, ma c’è un altro 12 dicembre che ci piace ricordare ed è il 12 dicembre 1985. Per mano mafiosa in quel di Villafranca Tirrena moriva una giovane ragazza Graziella Campagna.

Graziella Campagna nasceva a Saponara nel 1968 e moriva vittima di mafia nel 1985. Alla sua giovane vita e sopratutto alla vicenda giudiziaria poi scaturita è dedicato il film La vita rubata.

Graziella cresce in una famiglia come tante a Saponara Superiore, borgo agrario in provincia di Messina, abbandona gli studi giovanissima per cercare un lavoro nella vicina Villafranca Tirrena, 150 mila lire al mese per lavorare in una lavanderia. Una giovane ragazza di bottega. Ed è lì che incontra la morte. In lavanderia spesso e volentieri si recava un personaggio che si scoprirà poi dopo anni di indagini essere un latitante. Graziella, mentre lavora, trova all’interno di una giacca un documento, dal documento evincerà che il tale”Ingegner Cannata” ha un altro nome. Ed è per questo fatto che poi la giovane verrà uccisa. Il documento rivela che il vero nome dell’uomo è Gerlando Alberti junior, nipote latitante del boss Gerlando Alberti senior (assicurato alla giustizia anni prima dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa). Quest’informazione le costerà la vita.

Graziella verrà prelevata, la sera del 12 dicembre, mentre come sempre aspettava il bus per Saponara.  Graziella non torna a casa, le ricerche scattano quasi subito, si dirà una fuitina, anche se i familiari erano quasi sicuri fosse impossibile. Dopo due giorni il corpo della giovane viene trovato a  Forte Campone – vicino a Villafranca Tirrena – e riconosciuto dal fratello, Pietro Campagna. Aveva cinque ferite d’arma da fuoco, rivelatasi una lupara calibro 12 che sparò da non più di due metri di distanza dalla vittima. Le ferite erano sulla mano e sul braccio con cui probabilmente tentò di proteggersi, all’addome, alla spalla, alla testa, al petto.

Da qui una storia giudiziaria particolare, lenta, molto lenta.  Un primo rinvio a giudizio per poi un nulla di fatto. Sarà grazie a Chi l’ha visto che anni dopo saranno riaperte le indagini.  Vengono indagati per favoreggiamento anche Franca Federico, titolare della lavanderia dove lavorava Graziella, suo marito, Francesco Romano, sua cognata Agata Cannistrà e suo fratello Giuseppe Federico.

L’11 dicembre 2004 verranno giudicati colpevoli e condannati all’ergastolo sia l’Alberti sia Sutera, Franca e Agata saranno condannate a due anni di penitenziario, gli altri saranno prosciolti.

Gerlando Alberti uscirà di prigione il 4 novembre 2006 per via del ritardo con cui è stata depositata la sentenza.

Lui e Sutera saranno comunque ricondannati all’ergastolo il 18 marzo 2008 dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Messina.

Il 18 marzo 2009, la Cassazione respinge il ricorso formulato dai due imputati e riconferma l’ergastolo ai due. (fonte wikipedia) 

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"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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