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Wordgrinder, il grande word processor per i minimalisti

Wordgrinder, il grande word processor per i minimalisti

Wordgrinder è un word processor da riga di comando, creato da David Given per i sistemi operativi Linux, disponibile anche per Windows come normale programma eseguibile. In cosa si differenzia da altri programmi per scrittura? Innanzitutto per quanto riguarda Linux è l’unico vero word processor esistente per il terminale. Come è noto, in Linux, se si opera da interfaccia grafica, si hanno a disposizione potenti e sofisticate suite office o word processor, prima tra tutte LibreOffice, la grande rivale di MS Office. Ma se si opera da terminale (per intenderci l’equivalente del DOS in Windows)un word processor vero e proprio mancava fino a poco tempo fa, laddove in DOS esistevano già dagli albori di Windows programmi come Wordperfect o Wordstar. Linux da riga di comando propone un gran numero di text editors come i celebri Nano, Vim, Joe e tanti altri. Ma si tratta pur sempre di text editors: eccezionali tex editors, tra i migliori esistenti ma non esattamente concepiti per chi vuole solo scrivere.

L’unico vero text editor per Linux più orientato alla scrittura pura è Joe, che imita nelle combinazioni di tasti il vecchio Wordstar di Microsoft. Nano è molto usato da chi scrive, ma è software indirizzato soprattutto ai programmatori.

Wordgrinder, invece, è il primo word processor per Linux dedicato a chi ama usare il terminale invece dell’interfaccia grafica e vuole provare il gusto di scrivere un po’ come si faceva una volta, ritornando indietro nel tempo del già citato Wordperfect della prima era. Vintage moderno? Non proprio! Nell’era dei tablet e degli smartphone, Wordgrinder si propone, nel solco dei text editors come Nano, Vim e Joe, di dare qualche strumento in più per chi ama scrivere senza fronzoli e senza tutta la serie di distrazioni presenti su strumenti più sofisticati come Word o altri programmi simili.

In un era in cui tutto è perfezionato e mirato all’estetica, alcuni programmatori, tra cui David Given, hanno pensato di dare al pubblico qualcosa di diverso, di più semplice, essenziale, che vada incontro all’esigenza di un modo di usare il computer che potremmo ribattezzare “Slow Computing“. Sempre più persone infatti, sopratutto chi scrive racconti, romanzi, articoli etc… vanno alla ricerca di software basilare che non serva ad altro che a scrivere. Scrivere come su una vecchia macchina Olivetti o quasi. Il concetto è semplice: il foglio, le idee e i tasti con lettere e segni diacritici. E se per questo esistevano i suddetti tex editor, Wordgrinder, senza esagerare e rimanendo nella filosofia del minimalismo, offre qualche strumento in più come la possibilità di usare il grassetto, il corsivo e il sottolineato oltre a varie opzioni di formattazione di paragrafo. Tutto rigorosamente da tastiera. Se a chi è informaticamente nato col mouse l’idea di imparare le combinazioni di tasti può spaventare, è comunque presente un comodissimo menu a tendina che offre tutta la lista di comandi possibili selezionabili con le frecce direzionali.


Come funziona? Da Linux si apre un terminale e si digita semplicemente “wordgrinder” (senza virgolette). La schermata che apparirà sarà come quella che vedete nella figura e potete cominciare a scrivere. Da Windows si esegue il classico doppio clic sull’eseguibile.

Per aprire il menu strumenti basta pigiare il tasto “esc” e in alto a sinistra avrete il vostro elenco di opzioni disponibili con cui potete cimentarvi. Naturalmente Wordgrinder ha alcune particolarità che bisogna imparare o, meglio, a cui si deve fare l’abitudine. Nulla di difficile eh! Vediamo le diversità rispetto agli abituali comandi: innanzitutto grassetto, sottolineato e corsivo si attivano solo a testo già selezionato: si posiziona il cursore all’inizio del testo che abbiamo deciso di selezionare, si usa la combinazione CTRL+@ (in Windows CTRL+SPAZIO) e con la frecce direzionali si scorre il testo fino al punto desiderato. Per l’attivazione della selezione è possibile anche usare il comando dal comodo menu a tendina (ESC>NAVIGATION>TOGGLE MARK). Eseguita la selezione, si può formattare il testo in grassetto, corsivo e sottolineato usando rispettivamente CTRL+B, CTRL+I e CTRL+U, o anche utilizzando i comandi del menu (ESC>STYLE). Per uscire (e questo vale principalmente per chi usa Windows, abituato a ALT+F4), l’unica strada è CTRL+Q.


Un’altra peculiarità di Wordgrinder è quella di salvare il testo in un formato proprio(.wg), non leggibile da altri tools come Word o LibreOffice. Per creare un testo, poniamo in .odt o .txt, basta utilizzare la funzione “esporta” (ESC>FILE>EXPORT CURRENT DOCUMENT) e scegliere il formato desiderato. Quando salvate il documento in .wg, nella schermata vedrete due punti (..) sulla riga in cui dovete digitare il nome con cui volete salvare il file. Conviene eliminarli soprattutto in Linux perché in Linux il punto prima di un file lo “nasconde” e vi risulterebbe che il file è scomparso! Comunque, se capitasse, per farlo riapparire basta digitare CTRL+H e rinominarlo togliendo i punti. Con Windows questo problema non si pone.

Wordgrinder ha anche la possibilità di usare il multi-buffer con l’opzione “importa” o “inserisci nuovo documento” in modo da avere tanti file quanti si desidera nello stesso file Wordgrinder (.wg) per poi esportarli, copiarli e incollarli come si desidera all’interno dei buffer.

Wordgrinder, per concludere, è un software per scrittori e per gli amanti del minimalismo. Non è Word di MS Office, né Writer di LibreOffice, ma è proprio la sua semplicità ed essenzialità che ne fanno uno strumento eccezionale, studiato non solo per i nostalgici, ma creato in quell’ottica di desiderio di semplicità e pulizia che sempre più persone cercano in un mondo informatico dominato dalla ipersofisticazione.

Descrivere tutte le opzioni di questo fantastico word processor creato da David Given sarebbe troppo lungo. Vi invito semplicemente a provarlo, scaricando l’ultima versione dal seguente link e sperimentando le varie funzioni. Vi invito anche a visitare il sito ufficiale e quello personale di David e a lasciare un commento che sarà sicuramente gradito. I link li troverete a fine articolo.

N.B.

1)In Windows troverete l’opzione di marcatura testo segnata con CTRL+@ ma, come già detto, è in realtà CTRL+SPAZIO.

2)Su Linux troverete grassetto e corsivo visivamente uguali, ma ad esportazione fatta da esempio in .odt vedrete le differenze. Sono piccoli bug che saranno presumibilmente risolti nelle versioni successive.

Buona scrittura a tutti!

Ah, questo articolo è stato scritto con Wordgrinder! 😉


 

Link: http://wordgrinder.sourceforge.net/

http://cowlark.com/about/index.html

Bertrando Goio

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