
Per individuare quale sia il reato commesso dall’imputato è bene fare una distinzione.
Se il contrassegno assicurativo, posto sul parabrezza dell’auto, è stato semplicemente falsificato (anche se originariamente riferito a una diversa macchina), ma non è di illecita provenienza, allora scatta solo il “falso in scrittura privata”.
Se, invece, il documento, sebbene contraffatto, provenga da altri reati, come nel caso in cui i moduli dei contratti di assicurazione e i relativi contrassegni siano stati oggetto di furto, rapina,o appropriazione indebita, allora scatta il reato di ricettazione. E ciò perché, in tale caso, sussiste un reato presupposto (a prescindere dalla successiva o contestuale contraffazione, mediante l’indicazione del nome e delle generalità dell’apparente assicurato).
Foggia, 9 gennaio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo