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Compagnie telefoniche No incremento IVA al 22% ai consumatori

download (4)A seguito dell’aumento dell’IVA dal 21% al 22% del 1 ottobre 2013, c’è chi ha aumentato i prezzi al pubblico caricando l’aumento sul consumatore e chi invece si è fatto carico dell’aumento conservando sempre lo stesso prezzo al consumatore. Cos’è successo per quanto riguarda i servizi di telefonia mobile?

Quando il 1 ottobre l’IVA in Italia è passata dal 21% al 22%, alcune società, come Apple ad esempio, hanno conservato gli stessi prezzi per i prodotti in vendita facendosi carico dell’aumento, vale a dire che la cifra versata dal consumatore è sempre la stessa, ma viene versata una cifra maggiore nelle casse dello Stato.

Questo comportamento sicuramente è apprezzabile da parte dei consumatori, ma nessuna società è tenuta ad adottare questa logica per la vendita di prodotti. Cosa succede invece se si tratta di abbonamenti oppure opzioni di telefonia mobile?

Se un consumatore aderisce ad un’offerta – puntualizza l’avv. Eugenio Gargiulo – rispondendo ad una pubblicità che propone un canone di “10€ per sempre”, si aspetta di pagare sempre 10€ a prescindere dall’aumento dell’IVA, visto che il prezzo concordato è 10€ e non 8,26€+IVA.

Per quanto riguarda l’operatore di telefonia mobile  “Tre” le tariffe sono rimaste invariate, poichè

“3” si è fatto carico dell’incremento d’imposta .

Anche per quello che attiene alla “Tim” le tariffe, almeno per ora, sono rimaste invariate. In particolare per i clienti ricaricabili non ci sono variazioni almeno per il momento:

TIM informa che, fino a nuova comunicazione, si farà carico dell’incremento d’imposta lasciando invariati gli attuali prezzi IVA inclusa.”

Per i clienti con abbonamento il costo finale non cambia, ma in fattura troveranno un prezzo aumentato ed un bonus pari all’aumento:

Tutti i prezzi indicati nelle offerte in abbonamento tengono conto dell’aliquota IVA aumentata dal 21% al 22% e di un bonus pari all’aumento dell’IVA che TIM ha accreditato sul rendiconto telefonico del consumatore, emesso a Novembre 2013.

 

Vodafone e Wind , invece, in questo caso si distinguono negativamente dalle altre, poiché entrambe hanno già applicato in automatico le tariffe maggiorate. Ad esempio i ”10€ per sempre” della “Vodafone Special” sono diventati 10,08€ e così anche per la “NoiTutti Big” della Wind .

Se da un certo punto di vista, un aumento di appena otto centesimi può, a prima vista, apparire come irrisorio e quindi tollerabile , in realtà – evidenzia l’avv. Eugenio Gargiulo – le conseguenze pratiche di tali aumenti addossati da Wind e Vodafone sulle spalle del consumatore/utente si rivelano ben più pesanti : se prima bastava infatti ricaricare di 10 euro per poter “onorare” il canone mensile previsto, ora , non esistendo tagli di ricariche inferiori a 5 euro, l’utente/abbonato deve necessariamente ricaricare di almeno 15€. per poter usufruire a 10,08 €. della “Vodafone Special” o della “NoiTutti Big” di Wind per un mese !

E dove sono finite – conclude l’avv. Eugenio Gargiulo – le promesse al pubblico, vincolanti anche giuridicamente, effettuate nei loro spot televisivi e radiofonici dalla Wind  e dalla Vodafone di far pagare “per sempre” o “per cinque anni” una tariffa fissa di 5 o 10 euro che, invece , adesso,  è stata illegittimamente incrementata?

Foggia, 22 gennaio 2014                                             avv. Eugenio Gargiulo

 

 

 

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