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Operazione Talitha Kumi e Furio Camillo. Nomi dei fermati

carabinieriCalabria, prosegue incessantemente la lotta all’ndrine locali. I carabinieri delle compagnie di Vibo Valentia e di Tropea hanno fermato 6 persone perché accusate di estorsione e tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Quattro dei fermati sono accusati di estorsione nei confronti della cooperativa agricola Talitha Kumi che nel 2011 subì un danneggiamento. Altre due persone sono state fermate per la tentata estorsione a un imprenditore che opera nel settore della lavorazione del ferro. L’operazione, si apprende, è stata effettuata dai i militari della Compagnia di Vibo Valentia e Tropea, supportati dallo Squadrone “Cacciatori” del Gruppo Operativo “Calabria” e dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, su provvedimento di fermo emesso dalla Procura della Repubblica – D.D.A. di Catanzaro.

Arrestati, secondo quanto riporta Ntacalabtria

  • Domenico Bonavota, cl. 1979, sorvegliato speciale di P.S.,
  • Domenico Cugliari, cl. 1959, affidato in prova ai servizi sociali,
  • Gregorio Giofrè, cl. 1963, censito penalmente,
  •  Giuseppe Barbieri, cl. 1973, incensurato.

Fermati invece sempre secondo Ntacalabria

  • Antonio Campisi, cl.1991, già ai domiciliari,
  •  Drommi Nicola Vittorio, cl.1989; già ai domiciliari.

L’operazione che prende il nome di  “Talitha Kumi” a seguito del danneggiamento subìto, nel novembre 2011, dalla omonima cooperativa agricola sita in S. Onofrio (VV), mediante la recisione di oltre mille piante di ulivo, sembra che sull’attività agricola avesse posto l’attenzione la  cosca “Bonavota”, chiedendo di ricevere, gratis, tutto il prodotto oleario dell’uliveto, di ingente quantità. Al diniego, tutti gli ulivi sono stati distrutti con seghe elettriche. L’operazione poi si è ampliata grazie alle indagini curate dalla  Compagnia di Tropea  che ha impiantato “Furio Camillo” ,accertando grazie ad accurate indagini che avrebbero messo in luce come elementi vicini al  clan “Mancuso di Limbadi (VV) avrebbero preteso il pizzo ad un imprenditore attivo nel settore della lavorazione del ferro. L’uomo non si è piegato alle pretese, subendo per questo minacce e lesioni: nel 2012 fu aggredito a colpi di spranga e riportò la frattura di una gamba.


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