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Avvocati divieto di “banner” e “Google Adwords” su siti internet

images (5)Con l’approvazione del nuovo codice deontologico gli avvocati non potranno più acquistare spazi pubblicitari telematici.

È uno strano Paese il nostro: prima approva l’Agenda digitale, il processo telematico e l’informatizzazione generale della pubblica amministrazione e poi fa di tutto per mettere gli ostacoli alle nuove tecnologie: lo fa, per esempio, con l’assenza di detrazioni fiscali sugli ebook (previste invece per i libri cartacei), la previsione dell’equo compenso sulle memorie esterne e, da ultimo, i numerosi vincoli imposti agli avvocati nell’uso di internet.

Venerdì scorso il Cnf ha approvato il nuovo codice deontologico dell’avvocatura . Tra le nuove regole spiccano quelle sull’uso del sito internet.


Innanzitutto viene previsto che il legale debba avere un proprio dominio e non valersi di domini esterni, ospitato per esempio su portali di società e associazioni. Questo però non dovrebbe escludere la possibilità di inserire il link al proprio sito su siti terzi.

Rimane l’obbligo per il legale di comunicare al Consiglio dell’ordine di appartenenza la forma e il contenuto del proprio sito. Si tratta, si sottolinea, di una semplice comunicazione, non soggetta ad alcuna forma di autorizzazione.

Infine lascia perplessi la norma che vieta la presenza di banner pubblicitari. Nell’ottica del principio secondo cui all’avvocato è concessa una semplice “comunicazione” alla clientela e non una pubblicità, il Cnf si preoccupa degli eventuali banner che potrebbero apparire sul web, non dissimili, però, dalle inserzioni sui giornali che pure sono già in circolazione e che, evidentemente, vengono consentite.

Quale la differenza tra le due forme di comunicazione se non che la prima si vale dei bit e non della carta?   Il dubbio poi sorge spontaneo: che ne sarà di tutti quei legali che, già da tempo, si stanno valendo del servizio di posizionamento di Google detto Adwords e che consente loro rendere il proprio studio massimamente visibile, al pari di un banner?

Per chi non lo sapesse, Google Adwords è un servizio a pagamento che consente di risultare immediatamente visibili come primo risultato nella ricerca sul motore di ricerca, alla digitazione di specifiche parole chiavi.

Insomma, ancora una volta sembra che l’uso della rete spaventi chi è preposto alla creazione delle norme e che, seppur non direttamente, si tenda sempre ad imbavagliarlo!

Foggia, 5 febbraio 2014                                              Avv. Eugenio Gargiulo

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