Esteri

Bambini Soldato saharawi

 imagesIl mondo celebra il 12 febbraio, la Giornata mondiale dei Bambini Soldato, la piaga persiste spesso quando i bambini vengono utilizzati in guerra in tre modi principali: direttamente nelle ostilità, in ruoli di supporto (vedette, messaggeri, spie), oppure come strumenti politici (scudi umani o strumenti di propaganda). 

A partire dagli anni settanta sono state firmate numerose convenzioni internazionali allo scopo di limitare la partecipazione dei bambini ai conflitti; in alcuni Paesi si sostiene il principio che nessun minore di 18 anni può essere arruolato. È stato promulgato il Protocollo opzionale alla Convenzione dei diritti del fanciullo, che riguarda il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e fissa a 18 anni l’età minima per partecipare alle ostilità. Nonostante questo, sembra che l’utilizzo dei bambini soldato negli ultimi decenni sia in aumento.

In questa occasione mondiale, con l’intento di sensibilizzare ed informare gli interessati dei diritti del fanciullo, vorrei dedicare questo contributo alla situazione dei bambini arruolati nei campi di Tindouf sul territorio Algerino, nelle milizie dei separatisti “Polisario”, in solidarietà a questi bambini senza difesa, in quel pezzo di terra algerino di nessun diritto, di negazione della legalità in cui i bambini sono le vittime principali nel conflitto artificiale attorno al Sahara marocchino, vista la loro sensibilità.

Aderendo volentieri alla campagna di protesta organizzata congiuntamente dall’Organizzazione Colombe Bianche, il Movimento Internazionale per il Complemento dell’Integrità Territoriale del Marocco e l’Alleanza Saharawi Marocchini in Europa, per denunciare i crimini odiosi in cui questi bambini sono regolarmente vittime a Tindouf. Questa azione è il continuo di tantissime azioni avviate dalla società civile marocchina e mondiale, davanti alle sedi dell’ONU e del Parlamento Europeo, e in particolare, l’ultima azione proposta dalla Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI) che ha avuto un grande ecco e una larga adesione nel Forum Sociale Mondiale a Tunisi nel marzo scorso.

L’aumento del fenomeno Bambini Soldato nei campi di Tindouf ha varie cause. La fuga di numerosi guerriglieri delle milizie del Polisario verso il Marocco e in Europa, quindi per affrontare la mancanza di guerriglieri, il polisario continua a reclutare i bambini perché le armi leggere utilizzate sono facilmente trasportabili e utilizzabili anche da bambini, dopo soli pochi giorni di addestramento, i ragazzi, inoltre, si assoggettano più facilmente degli adulti alla disciplina militare, non pretendono paghe, difficilmente disertano, e sono facilmente sacrificabili.

Oltre all’arruolamento dei bambini nelle milizie armate nei campi, i separatistiportano, ogni anno, in Spagna ed Italia bimbi dagli 08 ai 13 anni, in un’operazione propagandistica e politica che mira a difendere le tesi del separatismo e i cui mezzi di persuasione è ben nota: l’innocenza dei bambini, questo – aldilà delle considerazioni e delle volontà di associazioni, persone e enti locali che li ricevano – è un altro modo di usurpare la loro infanzia e il suo utilizzo nella guerra, soltanto che questa volta al posto del kalashnikov c’è lo slogan separatista.

In un contesto così drammatico la comunità internazionale dovrebbe imporre sanzioni severissime contro il governo algerino e le milizie del Polisario che si macchiano di questi crimini. È necessaria, quindi la continua mobilitazione dal basso che imponga un deciso cambio di passo.

Yassine Belkassem, Coordinatore Nazionale di Rete delle Associazioni della Comunità Marocchina in Italia (RACMI)

Yassine Belkassem

Yassine Belkassem, marocchino italiano, già pubblicista con www.stranieriinitalia.it, e Almaghrebiya, attualmente collabora con NotizieGeoplotiche.nete Ajialpress.com testata marocchina. Per Mediterranews cura aggiornamenti dal Marocco e non solo

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close