
Una vera e propria “banca clandestina” è quella che avevano messo su a Seveso (MB) assumendo anche la reggenza della “locale” di ‘ndrangheta di Desio (espressione della famiglia calabrese in Brianza).
Enorme la rete di società e imprenditori collusi e di dipendenti postali e bancari che funzionavano da copertura.
Centrale l’usura e il riciclaggio dei flussi di denaro illecito, con l’esportazione dei capitali in Svizzera e a San Marino, da dove poi rientravano per il controllo dei loro sporchi affari economici dall’ edilizia alla ristorazione, il commercio, gli appalti e lavori pubblici, ai trasporti, la nautica e perfino le energie rinnovabili.
In corso perquisizioni, arresti e sequestri dalla Brianza della Lombardia alla Calabria, in collaborazione con la Direzione distrettuale antimafia di Milano, con centinaia di donne e uomini “in divisa e non”, il valore ammonterebbe a decine di milioni di euro.