
I 16 provvedimenti cautelari, dei quali 9 sono in carcere e 7 ai domiciliari, sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, sulla base delle richieste formulate dalla locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – che traggono origine da un’indagine sviluppata dal mese di luglio al mese di dicembre del 2012 dalla Compagnia Carabinieri di Randazzo.Il tutto sarebbe partito da una perquisizione nella abitazione di Francesco Longhitano, 28enne, commerciante di Randazzo, incensurato, dove gli uomini dell’Arma hanno trovato della droga scoprendo poi essere di proprietà dei fratelli Marco, Martino e Giuseppe Scrivano di Randazzo,
Secondo quanto si apprende I fratelli provvedevano inoltre al rifornimento delle sostanze stupefacenti, attraverso un canale con la Calabria, grazie alla conoscenza diretta con Domenico Staltaro, pregiudicato di Bianco (RC), fatta nel 2010 nella casa circondariale di Catania Piazza Lanza ove erano entrambi ristretti all’interno della stessa cella.
L’indagine ha consentito di accertare che Staltaro si è occupato di procurare lo stupefacente, dopo che erano intercorsi contrasti tra i fratelli Scrivano con tre pregiudicati acesi, Orazio Licciardello, Fabrizio Bella e Giuseppe Gurgone, ritenuti vicini al clan Ercolano-Santapaola di Catania.
Nel corso delle indagini sono state arrestate in flagranza di reato 9 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e sequestrate circa 1,3 kg. di marijuana, 300 grammi di cocaina e 200 grammi di sostanza da taglio.