
Secondo gli inquirenti, il colonnello Zarrillo, capo di stato maggiore presso il comando Regione Basilicata della Guardia di Finanza, era solito usare a fini personali, banche dati, utenze e auto di servizio. Le indagini sono state condotte dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e svolte operativamente dalla squadra mobile del capoluogo.
Le accuse respinte dal diretto interessato , andranno provate in sede di dibattimento.