La scelta del Sovrano di eseguire una preghiera guidata dall’Imam Fizazi s’inserisce nella sua grandezza di Amir AlMoumimine (Emiro dei credenti) con atti lungimiranti di processi d’integrazione di diversi predicatori, dopo un periodo della loro radicalizzazione. L’efficacia e la pertinenza delle iniziative marocchine nella lotta alla radicalizzazione, per l’integrazione e l’inclusione dei leader della “Salafia Jihadia”, evidenziate con il modello religioso marocchino autentico e moderato, hanno dato esito con l’adesione di questi “leader” alle riforme politiche, economiche e religiose in Marocco. La capacità delle Istituzioni religiose, sotto la guida di Sua Maestà il Re è riuscito ad assorbire questi fenomeni e a razionalizzare il pensiero religioso in un quadro globale regolamentato.
Non è per caso che nella sua “Khoutba”, cioè Sermone, l’Imam Fizazi ha scelto la tematica “la sicurezza in senso ampio”, trattando i vantaggi basilari della tranquillità e della stabilità per la comunità dei credenti e per l’umanità che mettono la nazione al riparo dalla fame e dalla paura, citando un versetto della Surat Qoraich. Aggiungendo che a favore della tranquillità e la stabilità si rafforza la fede e si consolida tutto insieme nel buon rapporto in seno della nazione. L’Imam ha notato che “il Sovrano, protettore della fede non ha mai cessato di intraprendere iniziative di lanciare grandi progetti per riunire le condizioni idonee a questi approcci: la sicurezza della gente quanto alla loro integrità fisica e morale contro ogni aggressione o ogni attentato contro i fondamenti, i costanti religiosi e i valori etici della Umma; oltre alla stabilità che favorisce la convivenza tra la gente e la lotta contro l’ignoranza e la povertà, facendo prevalere le virtù della solidarietà”.
Yassine Belkassem