Italia

Quota 96, Classe 52. Soluzione Renzi Job Act?

Marzo avanza lentamente e continua la vicenda annosa dei Quota 96  e Classe 52. Il vulnus legislativo pare essere indistricabile intanto ci sarebbero speranze in vista del Job Act di Renzi.

Jobs Act: il piano di riforme sul comparto lavorativo, che, in qualche modo, arriverà a toccare anche il fronte delle pensioni. Non a caso, da alcui giorni sono in corso incontri tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e le varie parti sociali, soprattutto allo scopo di adattare le novità sul fronte dell’occupazione a quelle in fatto di pensioni.

La possibilità è che, per i Quota 96, vengano inserite nel piano di Renzi le proposte di legge già presenti alla Camera sotto forma del disegno di legge Ghizzoni-Marzana, dunque riguardo i lavoratori della scuola, con la concessione straordinaria di andare in pensione alla categoria ristretta di lavoratori, insegnanti e personale Ata. (fonte Leggo)

 

tratta del nuovo “buco nero” del welfare italiano. Dopo gli esodati, la questione più scottante sul tavolo del governo è senza dubbio quella dei “Quota 96″, problema irrisolto e, anzi, aggravato dalla cura di Elsa Fornero con la riforma shock del 2011.

Si tratta di un esercito di nati negli anni ’50,coloro che, insomma, possono vantare, tra età anagrafica e annualità di contributi previdenziali versati, appunto, la fatidica soglia, in precedenza sufficiente per andare in pensione, e che, ora, invece, imbriglia tutti coloro che si erano augurati di abbandonare il lavoro a breve scadenza.

Invece, tutto rimane sospeso per questa categoria di lavoratori, molti dei quali lascerebbero volentieri il proprio lavoro per fare posto ai più giovani e invece si trovano costretti a rimanere dove sono, per via di una legge che cerca di ridurre gli ingressi alla pensione.

Ora, però, come emerso nei giorni scorsi, sembra che qualcosa si stia davvero muovendo, quantomeno sul fronte della scuola: non a caso, infatti, il presidente della Commissione Bilancio alla Camera, Francesco Boccia, ha incalzato il neo premier Matteo Renzi proprio sulla questione dei lavoratori di questa particolare, ma affollatissima, categoria.

Resta, tuttavia, l’amarezza degli altri lavoratori in Quota 96, che lamentano di essere costantemente ignorati dal sistema di welfare. In particolare, ad avanzare i reclami più sentiti sono gli altri occupati del settore pubblico, i quali invocano anche la Costituzione, e il principio di parità che andrebbe riconosciuto tra i dipendenti dello Stato.

Per la prossima settimana, il presidente del Consiglio ha annunciato l’avvento del suo, attesissimo, Jobs Act: il piano di riforme sul comparto lavorativo, che, in qualche modo, arriverà a toccare anche il fronte delle pensioni. Non a caso, da alcui giorni sono in corso incontri tra il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e le varie parti sociali, soprattutto allo scopo di adattare le novità sul fronte dell’occupazione a quelle in fatto di pensioni.

La possibilità è che, per i Quota 96, vengano inserite nel piano di Renzi le proposte di legge già presenti alla Camera sotto forma del disegno di legge Ghizzoni-Marzana, dunque riguardo i lavoratori della scuola, con la concessione straordinaria di andare in pensione alla categoria ristretta di lavoratori, insegnanti e personale Ata.

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