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Sclerosi Multipla: da Roma Tor Vergata uno studio sulla CCSVI

home_coverE’ stato pubblicato sul sito della rivista scientifica American Journal of Neuroradiology (AJNR) uno studio italiano intitolato “Studio flebografico non mostra differenze tra pazienti con SM e soggetti di controllo“.

Secondo alcuni ricercatori del Policlinico Tor Vergata di Roma, l’ipotetica correlazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e SM ha guadagnato l’attenzione dei pazienti e della comunità scientifica. Studi eseguiti con l’ecocolordoppler hanno mostrato risultati diversi, ed è necessario utilizzare tecniche diagnostiche più oggettive. Lo scopo del loro studio era quello di valutare con l’uso della venografia la presenza di stenosi che interessano la vena azygos e le vene giugulari interne nei pazienti con SM.

Sono stati reclutati due gruppi di soggetti che sono stati sottoposti a venografia: il gruppo di studio includeva 29 pazienti con SM e il gruppo di controllo comprendeva 15 volontari sani. Sono stati selettivamente cateterizzati il plesso ileo-lombare, l’azygos, e le vene giugulari interne. E’ stata considerata per essere una stenosi significativa ogni riduzione dell’area della sezione trasversale del lume venoso maggiore del 50%. Inoltre, è stata misurata la pressione sanguigna nei vasi studiati delle vene giugulari interne stenotiche.

La venografia selettiva ha dimostrato almeno una significativa stenosi venosa nell’84% dei soggetti esaminati, senza una significativa differenza tra il gruppo di studio e gruppo di controllo. Sono stati trovati modelli positivi di venografia dell’insufficienza venosa cronica cerebrospinale nel 50% di tutti i soggetti esaminati, senza alcuna differenza significativa tra i due gruppi. L’analisi di regressione logistica multivariata non è riuscita a valutare nessuna significativa associazione tra la presenza di una venografia positiva e la condizione di SM. La differenza tra la pressione sanguigna mediana delle vene giugulari interne stenotiche e non-stenotiche non era statisticamente significativa (P = .46).

Al termine dello studio, secondo gli autori, i loro dati escludono qualsiasi correlazione diretta tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e SM poiché le anomalie venose erano ugualmente presenti in entrambi i gruppi.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24524919

COMMENTO DI UN ESPERTO VASCOLARE DI CCSVI:

In pratica è uno studio simile a quello di Traboulsee pubblicato l’anno scorso su Lancet (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24119384 ). Rispetto a quello canadese almeno questo studio mostra degli importanti quadri di anomalie, mentre su Lancet non era stata pubblicata neanche un’angiografia. Il fatto interessante è che a parte un quadro su un controllo sano tutte le notevoli serie di flebografie anomale sono su pazienti con SM. In esse il radiologo sottolinea gli aspetti patologici oltre al criterio del 50% di stenosi. Verrebbe da chiedersi, oltre al criterio usato, se i pazienti con SM avevano un alto numero di ulteriori anomalie che purtroppo non sono state conteggiate. Anomalie peraltro ben note in letteratura e descritte anche sulla rivista scientifica Trials (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23034121 ), dove lo Steering Committee dello studio Brave Dreams le ha elencate raccomandando di andarle a cercare. Ma purtroppo Stefanini e colleghi le hanno viste, le hanno descritte, le conoscono, ma non le hanno conteggiate. A ciò si dovrebbe aggiungere per avere un articolo aggiornato al 2014 anche gli studi sui tempi di svuotamento pubblicati dal prof. Veroux di Catania (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24409471 ).

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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