
E’ inammissibile – evidenzia – che gli aiuti accoppiati vengano decisi a tavolino sulla base di questa o quella richiesta di qualche assessore regionale, ai quali vorremmo ricordare che non esiste la centralità del nord o del sud. Ciò tuttavia – fa notare la Fima – deriva dal fatto che manca una visione comune e una strategia agricola del nostro paese.
Qualcuno inoltre – aggiunge – dietro una presunta centralità, pensa ancora di accoppiare gli aiuti alle stalle vuote, che spesso appartengono proprio ai dirigenti delle organizzazioni, invece di sostenere quei settori che sono in difficoltà e continuano a lavorare. E’ questa la centralità della zootecnia del nord?
Noi riteniamo – rileva la nota della Fima – che non sia possibile, né giusto, che le stalle di bovini chiuse, o tenute aperte fittiziamente con qualche capo, continuino a beneficiare di titoli e a drenare risorse dalla pac rispetto a quelle aperte che, invece, non percepiscono un centesimo.
E’ una vergogna – prosegue – che vi siano addirittura stalle che percepiscano aiuti, nonostante i fabbricati siano stati abbattuti per non pagare l’ Imu, fa notare la federazione.
I paesi seri e i dirigenti seri – conclude – scelgono dove intervenire, difendendo però chi lavora per davvero, non chi finge.