
Roberto Mancini noto a tutti per il suo impegno civico inizia a lavorare sul traffico illecito di rifiuti in Campania sin dai primi anni 90. La vicenda dei rifiuti in Campania è da sempre spinosa infatti si incrociano vari filoni investigativi che comunque vedono il crimine organizzato gestire la faccenda. Solo nel 2011 la Procura di Napoli prenderà in considerazione alcune note informative redatte da Mancini. Le carte consegnate da Mancini svelavano nel dettaglio attraverso intercettazioni, pedinamenti, dichiarazioni di pentiti, i nomi delle aziende del Nord coinvolte nel traffico Descrivevano i rapporti tra camorra, massoneria e politica. Anticipavano quel sistema che ha portato al biocidio della Terra dei fuochi. Sembra però che questa nota sia rimasta inascoltata per annisino a che nel 2011 il pubblico ministero Alessandro Milita la trova e la mette agli atti del processo per disastro ambientale e inquinamento delle falde acquifere. Tra gli imputati anche Cipriano Chianese, broker dei rifiuti del clan dei casalesi, che gestiva tutto il sistema criminale.
Lavorando a diretto contatto con i rifiuti tossici Mancini si ammala di Linfoma non-Hodgkin, la prima diagnosi risale al 2002, Il ministero degli Interni certifica il suo cancro del sangue come “causa di servizio” e gli riconosce un indennizzo di 5000 euro. Il resto delle lotte di Mancini è cosa nota.