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Avvocato moderno sempre più “ingabbiato” nel ruolo del “mobile worker”

avv. Eugenio Gargiulo
avv. Eugenio Gargiulo

Gli Avvocati sono dei Mobile Worker? Come si pongono di fronte alle tecnologie, che consentono di svolgere alcune attività lavorative mentre si è in treno, dal Cliente o, comunque, in trasferta? La Ricerca dell’Osservatorio ICT&Professionisti della School of Management del Politecnico di Milano ha affrontato questi e altri aspetti. Oltre agli Avvocati, che hanno fornito il 57% delle risposte, sono stati coinvolti anche i Commercialisti e i Consulenti del Lavoro, limitatamente alle attività rivolte alla sola clientela aziendale. Il 46% degli Avvocati trascorre almeno la metà del tempo lavorativo al di fuori dello Studio, chi nei tribunali, chi dai Clienti. 


Smartphone, tablet e pc portatili sono considerati gli alleati principali per svolgere il proprio lavoro lontani dalla scrivania. Secondo una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano, il 42 per cento degli avvocati, dei commercialisti e dei consulenti del lavoro li utilizza per lavorare fuori ufficio. Quasi uno su due è disposto a spendere nel prossimo biennio fino a tremila euro

Il 42% di avvocati, commercialisti e consulenti del lavoro trascorre almeno il 50% dell’orario di lavoro fuori dall’ufficio. Ma che tecnologie utilizzano per seguire pratiche e rimanere in contatto con colleghi e clienti? Sono a loro agio con app e touchscreen? A queste domande ha risposto il team dei ricercatori della School of Management del Politecnico di Milano, che da settembre allo scorso febbraio ha condotto un’indagine per capire quanto l’armamentario tecnologico di queste tre professioni sia adeguato. I risultati? Smartphone, tablet e pc portatili sono considerati gli alleati principali per svolgere il proprio lavoro lontani dalla scrivania.

Il podio dei “mobile worker” vede al primo posto gli avvocati, al secondo i commercialisti, al terzo i consulenti del lavoro. Il 26% dei professionisti risponde alle e-mail soprattutto dai cellulari, il 19% naviga su internet tramite tablet, un altro 26% modifica i documenti attraverso i pc portatili. Le percentuali di utilizzo delle tecnologie crollano, però, se si parla di sistemi più evoluti. Se dentro gli studi posta elettronica certificata e firma digitale sono diventati obbligatori, sono pochi quelli che sfruttano strumenti per il workflow, la customer relationship management, la business intelligence e il datawarehousing, di cui i professionisti ammettono candidamente di “non sapere di che si parla”, anche se servono per fidelizzare la clientela, fare ricerche, incrociare dati. Tecnologie sconosciute ai più, nonostante aiutino a risparmiare tempo e, in definitiva, a lavorare meglio!

Sull’argomento interviene anche il noto legale foggiano , avv. Eugenio Gargiulo, già promotore del concetto di avvocato del web 3.0, il quale fa rilevare come sia diventato ormai imprescindibile per l’avvocato moderno il rapporto quotidiano con tablet , smartphone e pc portatili che, a giusta ragione, hanno trasformato il legale del 2000 sempre più in un “mobile worker”!

Foggia, 9 aprile 2014                                                  Avv. Eugenio Gargiulo

 

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