Italia

Caso Kimberli, interviene Nazione Rom

fiori per i nostri bambiniIl 28 aprile 2014, alle ore 14.00, è morta Kimberli S.M., una piccola bambina di etnia Rom dell’età di due anni. I genitori hanno visto spengersi la vita del loro piccolo amore tra le proprie braccia. Il 16 aprile la piccola si era sentita male e la sua mamma ed il suo papà l’hanno portata al Policlinico Umberto I di Roma, reparto pediatrico. Dopo otto giorni di degenza, il 24 aprile i sanitari l’hanno dimessa rassicurando i genitori: “andate a casa, la bambina è sana come un pesce”. Dopo due giorni la piccola Kimberli stava ancora male ed i genitori l’hanno nuovamente portata nell’Ospedale di Tor Vergata. Da qui è stata trasportata nuovamente in autombulanza al Policlinico Umberto I di Roma. Due giorni fa il terribile dolore: la piccola Kimberli è morta.


Il padre si è inizialmente opposto all’autopsia chiedendo che venga effettuata in presenza di persone di fiducia. Sono troppe le morti dei nostri bambini rimaste impunite. É troppo il dolore per poter ancora sopportare in silenzio. Da anni, da troppi anni, decine di bambini di etnia Rom, sono morti in circostanza terribili. L’11 agosto del 2007, a Livorno, i figli di Victor Lacatus e di sua moglie Elena, di suo fratello, muoiono bruciati vivi nel rogo della loro baracchina. Victor viene processato e condannato come responsabile della morte dei suoi figli: Eva, Danchiu, Mengji e Tutsa. Viene condannato, nonostante organizzazioni di carattere nazista, abbiano apertamente rivendicato il lancio di molotov e la strage dei bambini. Il 6 febbraio 2011 a Roma, sulla Via Appia, muoiono bruciati vivi i figli di Elena Moldovan e Erdea Mircea: Raul , Fernando, Patrizia e Sebastian. Nella capitale compaiono svastiche che rivendicano la strage di bambini. Elena e suo marito vengono indagati ed accusati per aver abbandonato i propri figli. Sono decine i casi analoghi, decine e decine i bambini Rom morti in Italia negli ultimi anni. Negli Ospedali, nei Commissariati e Caserme di Polizia, nei campi formali ed informali, sotto i ponti, ovunque avvengono discriminazioni ed irresponsabilità contro i cittadini Rom.

Una vera e propria strage silenziosa di morti innocenti e di persecuzioni razziali contro i genitori. Bambini strappati dalle braccie delle madri e dei padri: relazioni, testimonianza false di assistenti sociali, dottori e servizi sociali, decisioni ingiuste emesse dai Tribunali dei Minori. Questa strage, questo Olocausto è iniziato in Italia con l’emanazione delle leggi razziali nel 1944 e non è mai terminato. Questo persecuzione e negazione della vita si chiama Porrajmos. Ad oggi, lo Stato italiano non ha mai riconosciuto le proprie responsabilità e le proprie colpe. Ancora oggi i partiti politici del razzismo, i media irresponsabili diffondono spesso immagini e contenuti stereotipati della popolazione Rom. Si fanno ancora campagne elettorali sulla pelle e sulla vita dei bambini di etnia rom. Razzismo esplicito e violento. Si combatte i poveri invece di lottare contro la povertà.

L’Associazione Nazione Rom, tramite il proprio legale rappresentante Marcello Zuinisi, ha contattato la Direzione Sanitaria del Policlinico Umberto I, il Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza dott. Vincenzo Spadafora, il Presidente della Commissione Diritti Umani del Senato Luigi Manconi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ed il suo direttore Marco de Giorgi, l’Assessore al Sociale ed alla Sanità Rita Cutini del Comune di Roma, il responsabile dell’equipe interdistrettuale dell’ Asl di Roma dott. Filippo Gnolfo chiedendo una commissione di inchiesta umana sulle cause della morte della piccolissima bambina. Ogni istituzione contattata ha assicurato il rispetto dei diritti umani, la massima scrupolosità nello svolgimento dell’inchiesta, usando parole di cordoglio, solidarietà e vicinanza con la famiglia di Kimberli.


Niente potrà restituire la vita dei nostri bambini, il dolore è dentro il nostro cuore, le lacrime nei nostri occhi. Chiediamo la fine della persecuzione razziale, delle ostilità, dei pregiudizi. Chiediamo la fine dell’Apartheid, dell’isolamento, dell’Olocausto vissuto quotidianamente da decine di migliaia di persone, di cittadini di etnia Rom. Da anni, la Società Civile Rom si è organizzata affermando un percorso di autodeterminazione ed interculturalità. Abbiamo lottato perchè lo Stato italiano rispettasse gli accordi quadro strutturali europei di inclusione della minoranza rom, la principale minoranza etnica di tutta l’Unione Europea, la più esclusa e discriminata. Abbiamo lottato perchè Regioni e Comuni rispettassero la Strategia Nazionale di Inclusione dei Rom, dei Sinti e dei Caminanti. Da poche settimane e mesi sono nati due Tavoli convocati dalle Regione Liguria e Lazio: finalmente la popolazione Rom, i propri rappresentanti, possono iniziare a confrontarsi e decidere insieme alle Amministrazioni Regionali e Locali le politiche da adottare per garantire il rispetto del diritto alla casa, alla scuola, al lavoro, alle cure sanitarie. Il rispetto dei diritti umani.

In tanti continuano a negare questo percorso, si nega l’autodeterminazione Rom, si vuole negare la democrazia, la libertà, la vita umana. Ci appelliamo al cuore di ogni essere umano: l’Italia è malata di egoismo, di indifferenza, di razzismo, di violenza, di corruzione, di individualismi sfrenati. Ci appelliamo al cuore ed all’anima degli esseri umani. Si deve cambiare mentalità. Si deve costruire quotidianamente un nuovo mondo. Un mondo dove negli Ospedali, nelle Carceri, nelle Caserme, nelle Questure, nei Tribunali, nelle Scuole, nei Comuni, negli Enti Locali, nelle Istituzioni Centrali e Periferiche, nei Quartieri, nelle Case di ogni Famiglia si metta al centro la vita umana, il rispetto della vita umana, il rispetto dei bambini. Gli sgomberi devono terminare, le ostilità anti Rom devono terminare, le violenze contro i poveri e gli ultimi devono finire, la genitorialità delle famiglie deve essere tutelata e rispettata. Noi amiamo i nostri bambini, amiamo tutti i bambini, amiamo la vita. Provate ad ascoltare il battito del cuore. Provate a credere nel vostro cuore. Costruire un nuovo mondo è possibile e dipende da ognuno di noi. Con amore, fratellanza universale e con dignità.

ASSOCIAZIONE NAZIONE ROM                                                                            

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