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Codici identificativi sulle divise delle forze dell’ordine La petizione di Paolo Scaroni arriva a 100.000 firme

 Roma, 14 aprile 2014 – L’appello lanciato da Paolo Scaroni per chiedere l’istituzione di codici identificativi per le Forze dell’ordine ha raggiunto 100.000 adesioni su Change.org.

“Sono stato picchiato con il manganello durante una carica e poi sono rimasto molti mesi ricoverato in ospedale, due dei quali in coma. Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante la lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia, non avrò molti margini di miglioramento”, racconta Paolo Scaroni, autore della petizione su Change.org (www.change.org/codici-identificativi) e rimasto gravemente ferito durante gli scontri tra tifosi e forze dell’ordine al termine della partita di calcio tra l’Hellas Verona e le Rondinelle (24 settembre 2005).

Oggi Paolo Scaroni ha 36 anni e una vita distrutta: a causa delle lesioni riportate, è invalido al 100%. “I poliziotti che mi hanno pestato erano tutti a volto coperto, quindi non identificabili. Per questo ho lanciato un appello su Change.org affinché, come in altri paesi europei, le forze dell’ordine abbiano un codice identificativo”, afferma Scaroni.

“Nella maggior parte dei paesi europei – scrive Scaroni su Change.org – le forze dell’ordine indossano divise provviste di codici identificativi. Grazie a questo semplice codice, ogni agente potrebbe essere identificato da parte della Magistratura nel caso in cui si rendesse reo di condotte penalmente rilevanti, come nel mio caso. I codici identificativi non sono penalizzanti in alcun modo per le forze dell’ordine che non hanno nulla da nascondere, anzi rappresenterebbero anche per loro l’opportunità di riacquistare credibilità”.

Per leggere il testo integrale della petizione di Paolo Scaroni e monitorare in tempo reale l’andamento delle adesioni alla campagna lanciata da Paolo Scaroni:

www.change.org/codici-identificativi

 Comunicato stampa a firma Sergio Cecchini

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