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L’ impresa del Nord Est tra tradizione e internazionalizzazione Dal 7 all’11 aprile, l’Arsenale apre le porte a Oikos

oikos_officina_lowL’azienda veneta che ha blindato il museo di Londra mostra la sua produzione a Gruaro e regala a ottocento architetti e internazionali la visita a Venezia.

In ottocento e più atterreranno a Venezia dal 7 all’11 aprile prossimo. Un vero esercito di architetti, progettisti e specialisti internazionali del settore arredo si alternerà per cinque giorni tra Venezia città storica e Gruaro, sede operativa del produttore di blindate Oikos.

Imponente l’organizzazione come altissima è l’aspettativa per questo appuntamento che unisce tradizione e presente e che parte da Venezia, dall’Arsenale, prima vera fabbrica organizzata della storia.

Molteplici le affinità tra l’antico Arsenale di Venezia e Oikos: le capacità artigianali sapientemente espresse dalle mani di maestranze specializzate, l’organizzazione industriale scandita da processi sistematici come l’approvvigionamento di materie prime, le operazioni di assemblaggio, la divisione in reparti, il controllo attento di qualità. Tutti passaggi e operazioni che permettono di ottenere, allora come oggi, prodotti totalmente realizzati all’interno dell’azienda.

La presentazione aziendale di Oikos inizierà dunque da qui, dall’Arsenale di Venezia. Una visita guidata che diventa un modo di esprimere il legame che unisce un’industria moderna a ciclo produttivo integrato alla capacità artigianale manifestata dalle mani delle maestranze specializzate. Un sapere organizzato che in questi anni ha permesso ad Oikos di crescere personalizzando ciascun prodotto in base alle esigenze più disparate. Perché è proprio l’estrema capacità di personalizzazione di Oikos che comporta una lavorazione completamente internalizzata del prodotto. Il processo “su misura” richiede infatti un controllo diretto sui processi produttivi e un’abilità manuale tale che ogni creazione sia al contempo unica, esclusiva, non riproducibile ma al contempo precisa e puntuale perché figlia di logiche e principi che solo l’industria riconosce come propri. Ecco quindi “l’Arsenalità”, un termine, concetto che fa dell’operosità, della manualità e dell’industria l’essenza stessa dell’essere Oikos.

Ed è sempre all’Arsenale di Venezia che si ispira l’organizzazione del nuovo stabilimento produttivo di Oikos a Gruaro. Novemila metri quadri di reparti coerentemente organizzati per ridurre i tempi di produzione senza nulla togliere alla componente artigiana e alla qualità di prodotto. Una sequenza di settori capillarmente gestiti pronti a sostenere il giudizio degli addetti ai lavori ospiti. Lavorazione delle lamiere, saldatura, assemblaggio telai, verniciatura e ancora falegnameria, imballaggio, depositi, magazzini… tutto a vista e tutto rigorosamente ordinato, con settori altamente automatizzati per rispettare l’obiettivo: continuare a realizzare un prodotto artigianale attraverso un’organizzazione produttiva industriale.

Hanno bussato qui arabi eccentrici, cinesi capricciosi, tailandesi incuriositi, tedeschi perfezionisti e persino gli inglesi che per il loro museo di storia naturale di Londa hanno voluto una porta blindata ad hoc. Ottanta i dipendenti che dal grafico al falegname passando per il carpentiere assemblano il top della materia prima tutta italiana per consegnare nel giro di un mese (max tre) un risultato d’eccellenza. I materiali rigorosamente ‘Made in Italy’ e lo studio personalizzato rendono unico ogni esemplare dalla maniglia al cardine brevettato, dal legno selezionato fino alla chiave codificata, passando dagli intarsi di vetro, ceramica persino cemento applicati e decorati.

“Non trascuriamo nessun dettaglio purche’ sia bello – affermano i titolari Mario Biancolin e Fabio Buscato – è già accaduto che abbiamo corretto qualche “difetto”, ma solo per convincere l’acquirente che dalla nostra azienda non escono lavori che non incontrino anche il nostro gusto”.

Insomma un tempio del “perfetto e benfatto” secondo la cultura della migliore manifattura veneta e un esempio di umanità dove l’abilità del personale è considerata e fa la differenza per poter affrontare i mercati internazionali migliorando ancora di più l’export, già voce portante del bilancio.

www.oikos.it


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