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Misure accoppiate, Fima: la politica del campanile non aiuta gli agricoltori veri

fima 1Apprendiamo dalle notizie di agenzia che la discussione tra MIPAAF e assessori regionali all’agricoltura sulle misure accoppiate verte più sugli interessi particolari delle Regioni che non su quelli degli agricoltori, ovunque essi siano. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, federazione italiana movimenti agricoli.

E’ inammissibile – evidenzia – che gli aiuti accoppiati vengano decisi a tavolino sulla base di questa o quella richiesta di qualche assessore regionale, ai quali vorremmo ricordare che non esiste la centralità del nord o del sud. Ciò tuttavia – fa notare la Fima – deriva dal fatto che manca una visione comune e una strategia agricola del nostro paese.

Qualcuno inoltre – aggiunge – dietro una presunta centralità, pensa ancora di accoppiare gli aiuti alle stalle vuote, che spesso appartengono proprio ai dirigenti delle organizzazioni, invece di sostenere quei settori che sono in difficoltà e continuano a lavorare. E’ questa la centralità della zootecnia del nord?

Noi riteniamo – rileva la nota della Fima – che non sia possibile, né giusto, che le stalle di bovini chiuse, o tenute aperte fittiziamente con qualche capo, continuino a beneficiare di titoli e a drenare risorse dalla pac rispetto a quelle aperte che, invece, non percepiscono un centesimo.

E’ una vergogna – prosegue – che vi siano addirittura stalle che percepiscano aiuti, nonostante i fabbricati siano stati abbattuti per non pagare l’ Imu, fa notare la federazione.

I paesi seri e i dirigenti seri – conclude – scelgono dove intervenire, difendendo però chi lavora per davvero, non chi finge.


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