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Siano incluse nel Parco Naturale e protette le aree minacciate dallo scandaloso progetto per un nuovo maxi-porto a stupro di Otranto Solidarietà Siano incluse nel Parco Naturale e protette le aree minacciate dallo scandaloso progetto per un nuovo maxi-porto a stupro di Otranto. Solidarietà massima agli eroici funzionari della Soprintendenzamassima agli eroici funzionari della Soprintendenza

Otranto  il paradiso minacciato dal nuovo Porto  da foto facebook di Mitil_Comunicato stampa a firma di Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino e Forum Ambiente e Salute del Grande Salento

 

“Siano incluse nel Parco Naturale e protette le aree minacciate dallo scandaloso progetto per un nuovo maxi-porto a stupro di Otranto. Solidarietà massima agli eroici funzionari della Soprintendenza!

All’ attenzione URGENTE di

Soprintendenza paesaggistica – Puglia

Soprintendenza archeologica – Puglia

Ministero ai Beni Culturali

Regione Puglia

 – Presidente

 – Vice presidente

 – Assessorato alla Qualità del Territorio

 – Assessorato alla Qualità dell’Ambiente

Provincia di Lecce

ARPA Puglia Agenzia Regionale per la Prevenzione e l’ ambiente

Difensore Civico Provincia di Lecce

Organi di Stampa

Fermato lo scandaloso progetto per un nuovo maxi-impattante e ridondante porto a stupro di Otranto patrimonio UNESCO dell’umanità

Ed ora le aree salvate dal cemento siano incluse nel Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca, e anche lo specchio di mare antistante che si stava minacciando, ricco naturalisticamente ed archeologicamente, sia incluso nella futura area marina protetta del parco!


 

Solidarietà massima agli eroici funzionari della Soprintendenza che hanno detto No, e che sono stati arrogantemente e maleducatamente attaccati dalla mala politica!

“Siamo tutti con voi e al vostro fianco e lo saremo sempre per la difesa del nostro paesaggio storico-naturale! Tanti altri salvataggi del Salento, minacciato da innumerevoli speculazioni da fermare e mala politica, attendono la vostra virtù!”

Il Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e della Salute del Cittadino ed il Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, reti apartitiche coordinative di comitati, associazioni e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali, volti alla difesa del territorio e della salute delle persone esprimono il loro massimo ringraziamento alla Soprintendenza di Puglia, e ai suoi virtuosissimi funzionari per l’ ottimo eccelso lavoro svolto in merito alla valutazione dell’impattante progetto per un nuovo maxi-porto di cemento ad Otranto, che ha portato al doveroso parere negativo nei confronti della maxi-speculativa opera, che avrebbe non solo cancellato importanti testimonianze archeologiche, ma cancellato e sfigurato anche l’intero assetto naturale e storico-paesaggistico di una vasta area del territorio costiero otrantino, per di più con soluzioni architettoniche progettate a base di cemento e linee post industriali, oramai definite giustamente “achitontiche”, (l’architettura è altra cosa, arte nobile alla ricerca di una continuità con la natura e la storia!), assolutamente offensive del Genius loci idruntino e salentino tutto!

Uno stupro del territorio a cui si è messo definitivamente finalmente termine!

I funzionari pubblici della Soprintendenza hanno svolto il loro lavoro nella maniera più attenta al vero Bene Comune, che passa dalla tutela del paesaggio e dei beni culturali, che la Repubblica Italiana deve proteggere in nome dell’ articolo 9, che è tra i principi fondanti della nostra organizzazione statale contenuti nella nostra Carta Costituzionale; bene comune da cui scaturisce la vera più virtuosa e salubre economia del territorio!

Esprimiamo, al contempo, la nostra solidarietà massima nei confronti di tali funzionari della Soprintendenza,  che, per il loro operato virtuoso, sono stati invece attaccati nella maniera più becera ed arrogante, da una minoranza di soggetti del mondo politico locale più basso, che hanno avuto il cattivissimo gusto di tentare di difendere un’ indifendibile opera speculativa e devastante quale quella per un nuovo ridondante mega porto a Otranto. E che hanno vomitato verbalmente contro tali funzionari tutta la rabbia repressa in loro per il diniego autorizzativo ad un progetto così assurdo! Progetto che ancora hanno tentato di difendere sotto vessilli ormai logori e sfilacciati di “interesse pubblico”, “ricadute economiche”, “lavoro”, “necessità di non perdere finanziamenti pubblici” ed altri soliti ben noti bla bla bla! Ben venga che i soldi pubblici destinati per opere di alto grave impatto non siano spesi, ma tornino indietro nelle casse statali ed europee per essere rimodulati verso altri nuovi finanziamenti davvero utili al territorio, come il restauro-ricostruzione ad esempio dei beni culturali nell’inderogabile principio “com’erano e dov’erano”, per i rimboschimenti con le antiche piante autoctone naturali, opere di rinaturalizzazione e restauro del pittoresco nel paesaggio, opere di decementificazione e bonifica da altri inquinanti ambientali, anche estetici. Opere di rinaturalizzazione e cura naturale volte a favorire il ritorno sulle coste otrantine della troppo rarefattasi, negli ultimi decenni, popolazione di Foche monache del Mediterraneo!  Vera attrazione turistica quest’ultima, ben più di nuovi maxi-porti!

Già gli interventi sull’attuale porto otrantino, degli anni passati, hanno inseguito linee troppo offensivamente futuristiche, e soluzioni urbanistiche ed estetiche, anche nell’ illuminazione, troppo lontane dal rispetto che si deve al Genius loci otrantino, rappresentato quest’ultimo dall’ ottimo armonizzato paesaggio che vede il prospiciente antico “bastione dei Pelasgi”, il castello, le mura, il campanile e il tetto antico a doppio spiovente della imponente Cattedrale, il profilo del borgo, il lungomare liberty ben rivestito di pietra viva, coste rocciose, spiaggette e caratteristiche calcaree falesie. Per cui anche per i futuri interventi nel porto presente si auspica l’ ispirazione a filosofie restauranti volte al ritorno e al recupero di suggestioni ispirate dal locale Genius loci. Così si mette in evidenza qui a motivo di riferimento ed ispirazione gli interventi mascheranti fatti nei decenni passati sulle colate di cemento del porto di Castro (Lecce), dove sapientissimamente si è rivestito interamente con locale pietra viva a tessitura poligonale, ispirata ai muretti a secco, tutto il cemento che sarebbe rimasto altrimenti a vista in verticale, trasformando il tutto in un luogo dalle suggestioni arcaiche, potenziale set cinematografico quasi fuori dal tempo, nonostante i così nascosti interventi recenti effettuati in quel porto. Un approccio che si deve estendere anche alle più recenti colate del molo di Castro. Tornando ad Otranto, ed al suo porto, si stigmatizza l’orrida struttura futuristica in cemento che è stata realizzata di recente alle spalle della spiaggetta del porto, e che ospita dentro bar e negozi, che pare un’ assurda folle pista di decollo per missili o astronavi, con un’ immensa impermeabilizzante spianata lastricata-cementificata … speculazione folle che è andata a insistere su quella che è geologicamente la foce di una fiumara, ad altissimo rischio idrogeologico! Lì pertanto tutto quel cemento dovrebbe al più presto essere demolito e rimosso, anche per motivi di sicurezza idrogeologica, per la creazione di un parco verde, di seria progettazione paesaggistica, con piante autoctone, anche igrofile, come Pioppi bianchi, Pioppi neri in purezza e Platani orientali (in purezza e non ibridi), ecc. ecc., con strutture in legno e muretti a secco, ed illuminazione a toni caldi-arancio e riposanti, contro invece le freddure di certe recenti illuminazioni cittadine che allontanano la gente anziché attrarla a fruire degli spazi pubblici nelle ore serali.

Incommentabili e da stigmatizzare i tentativi tra le righe affermati da taluni “interessati”, o solo miopi, della necessità di spazzar via i beni culturali lì sommersi per far procedere una simile dannosa speculazione per altra cementificazione di cui non si avverte alcun ulteriore bisogno, anzi dobbiamo tutti quanti al più presto inaugurare la stagione della politica della decementificazione del territorio!

Vogliamo far sapere ai funzionari, che sono stati vilmente attaccati, e che taluni hanno cercato di far sentire soli ed isolati, che non sono assolutamente soli, ma sono divenuti invece dei soli irraggianti virtù volta alla difesa del territorio, per i tantissimi, tutti i cittadini, eccezion fatta per quei pochi “interessati” e/o insensibili, al progetto e a tutto ciò che esso poteva comportare in termini elettorali.

Tante son le minacce che vertono contro il nostro patrimonio ambientale e paesaggistico storico-naturale, e noi tutti saremo vicini a tutti gli enti pubblici e uffici che opereranno, come ora avvenuto, nel verso della salvezza del nostro patrimonio minacciato da innumerevoli speculazioni da fermare e dalla mala politica!

Invitiamo infine la Regione Puglia a rispettare assolutamente i giusti veti imposti dalla Soprintendenza contro il progetto per un nuovo maxi-porto, rigettando senza se e senza ma la richiesta di quei pochi “interessati” al progetto e non al bene del paesaggio, di fare appello al Consiglio dei Ministri!

Rigettata tale blasfema richiesta di testardamente tentare di stuprare la costa otrantina, con altro cemento ed escavazioni, la Regione si impegni invece per far si che il Comune di Otranto e l’ Ente del Parco naturale costiero Otranto-Santa Maria di Leuca operino per fare rientrare entro i confini del parco le aree ad oggi guarda caso escluse, dove insisteva il progetto per un nuovo porto, nonché, giustificando devastazione con devastazione, persino il progetto di approdo, lì, di un maxi-gasdotto, da fermare anch’ esso senza se e senza ma. Follia! Così anche lo specchio di mare antistante che si stava minacciando, ricco naturalisticamente ed archeologicamente, sia incluso nella futura area marina protetta del parco! “

Info:

Coordinamento Civico apartitico per la Tutela del Territorio e  della Salute del Cittadino

rete d’azione apartitica coordinativa  di associazioni, comitati e movimenti locali e non, ambientalisti, culturali e socio-assistenziali

sede c/o Tribunale Diritti del Malato – CittadinanzAttiva

c/o Ospedale di Maglie “M.Tamborino”

Via N. Ferramosca, c.a.p. 73024  Maglie (LECCE)

e-mail: coordinamento.civico@libero.it , coordinamentocivico@yahoo.it

Forum Ambiente e Salute del Grande Salento, rete apartitica coordinativa di movimenti, comitati ed associazioni a difesa del territorio e della salute delle persone

Lecce, c.a.p. 73100 , Via Vico dei Fieschi – Corte Ventura, n. 2

e-mail: forumambientesalute@gmail.com,  forum.salento@yahoo.it, forum.salento@libero.it,,

gruppo facebook: http://www.facebook.com/groups/123107425150/ 

Sito web:  http://forumambiente.altervista.org/

 

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