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Venezia, Palazzetto Bru Zane – Festival FÉLICIEN DAVID. DA PARIGI AL CAIRO – dal 5 aprile al 17 maggio 2014

félicien david, dipinto attribuito a Léon cogniet3

félicien david, dipinto attribuito a Léon cogniet3

Dal 5 aprile al 17 maggio 2014 il Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française rende omaggio al compositore Félicien David con un festival di approfondimento del suo repertorio.

Contemporaneo di Berlioz, autore di “Le Désert”, David è ricordato soprattutto per aver lanciato in Francia la moda dell’orientalismo.


Il programma prevede l’integrale dei quartetti per archi, due trii con pianoforte, una scelta rappresentativa di mélodies e di pezzi pianistici e un’affascinante selezione delle sapide Quatre Saisons per quintetto con contrabbasso. Un’occasione per ritrovare artisti già impegnati nella riscoperta del compositore come il Quatuor Mosaïques e il Quatuor Cambini-Paris, e altri interpreti quali il Trio Chausson, Jonas Vitaud, il Quatuor Giardini, Jeff Cohen

 

Félicien David fa parte di quei compositori rimasti celebri (se non altro agli occhi degli specialisti) per un’opera… che tuttavia non è mai stata rappresentata. David è l’uomo de Le Désert, «ode-sinfonia» che avrebbe lanciato la moda dell’orientalismo in musica, esattamente nel 1844, anno della sua trionfale prima al Théâtre-Italien di Parigi. L’opinione è riduttiva per una duplice ragione: innanzitutto perché non tiene conto di molte altre opere che sin dalla fine del Settecento avevano rinfocolato il gusto per il pittoresco del pubblico francese (da Les Indes galantes di Rameau a La Caravane du Caire di Grétry, fino a Les Bayadères di Catel). In secondo luogo perché David, lungi dal relegarsi al mero talento per il colore locale, ha lasciato altre opere di grande interesse musicale. Il compositore deve in particolare all’opéra-comique Lalla-Roukh (1862) un successo che egli stesso non credeva possibile. Questo lavoro dà inizio al rinnovamento dell’opera francese, che rinuncia ai fasti di Meyerbeer per aprirsi a un lirismo poetico e meditativo. Faust di Gounod e Les Pêcheurs de perles di Bizet sono partecipi di questo medesimo slancio creativo. Del resto, David distribuisce i propri ruoli a tenori acuti e a soprani leggeri, più adatti secondo lui a colorare le sottili sfumature della malinconia e della disperazione. La musica di David non ha costrizioni commerciali, anche perché in maggior parte è stata composta nei suoi ultimi anni di vita; l’autore vi può esprimere perciò liberamente il suo modo di sentire dalle strutture solidamente classiche, in cui la melodia avvince per le linee sinuose e sensuali. David s’interessò a tutti i generi parigini di moda negli anni Cinquanta: trio e quartetto, mélodie e musica pianistica, opéra-comique e grand opéra.

Per tutte le informazioni vi invitiamo a segnalare il sito bru-zane.com

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