
La crisi hanno cambiato le abitudini degli italiani noti nel mondo per essere amanti dei bei abiti e delle belle scarpe.
Secondo la Coldiretti ci sarebbe in media la diminuzione e’ stata del 7 per cento e a subire tagli, seppur minori, sono stati anche – sottolinea la Coldiretti – l’abitazione, l’acqua, l’elettricita’ (-1,4%), la sanita’ (-1,5 %), l’istruzione e la cultura (-1,2 per cento) che hanno sofferto nonostante la maggiore rigidita’ della domanda. Gli italiani nei primi anni della crisi – precisa la Coldiretti – hanno rinunciato soprattutto ad acquistare beni non essenziali, dall’abbigliamento alle calzature, ma una volta toccato il fondo hanno iniziato a tagliare anche sul cibo con un crollo record del 3,1 per cento della spesa alimentare nel 2013 rispetto all’anno precedente. A differenza di quanto e’ accaduto per tutti gli altri settori – sottolinea la Coldiretti – in cui gli acquisti sono stati rimandati, per l’alimentare, che va in tavola tutti i giorni, questo non e’ possibile, almeno oltre un certo limite, ma si e’ verificato un sensibile spostamento verso i prodotti a basso costo per cercare comunque di risparmiare. La crisi – sottolinea la Coldiretti – ha fatto retrocedere il valore della spesa alimentare per abitante, che era sempre stato tendenzialmente in crescita dal dopoguerra, fino a raggiungere l’importo massimo nel 2006 per poi crollare da allora progressivamente ed in misura crescente ogni anno. Una leggera inversione di tendenza e’ attesa per il 2014, gli italiani torneranno a comprare cibi migliori così pare.