
La scoperta della truffa è avvenuta per caso, quando un collega aveva notato l’omonimia tra la madre dell’impiegato e l’intestatario di alcuni mandati pagati dalla scuola.
Le indagini proseguono per verificare se oltre alle decine di inesistenti supplenti, l’economo scolastico, che ha anche un conto corrente in Svizzera, si sia accaparrato illegalmente di ulteriore denaro con altri espedienti.