
La diffamazione con l’email è sicuramente possibile, ma non sempre. Una recente sentenza della Cassazione ci chiarisce i termini in cui la nostra condotta potrebbe essere passibile di una querela.
Per poter integrare il reato di diffamazione tramite posta elettronica è necessario che il messaggio diffamatorio raggiunga una pluralità di soggetti. Non è quindi sufficiente che il messaggio abbia raggiunto una sola persona, neanche se poi questa l’abbia comunicato alla persona offesa. ( in tal senso Cass. sent. n. 8011 del 19.02.2013)
Per dirla tutta, l’invio di e-mail a contenuto diffamatorio, realizzato tramite l’utilizzo di internet, integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ( così Cass. sent. n. 44980 del 16.10.2012).
Inoltre, l’eventualità che fra i fruitori del messaggio vi sia anche la persona a cui si rivolgono le espressioni offensive, non consente di mutare il titolo del reato nella diversa ipotesi di ingiuria (che si ha quando l’offesa è rivolta unicamente alla vittima dell’espressione).
In conclusione, bisogna prestare massima attenzione più che al linguaggio usato, ai destinatari dell’email!
Foggia, 29 maggio 2014 Avv. Eugenio Gargiulo