Editoriali

Ashkenazy e l’OSI, serata da fiaba a Lugano Festival

Vladimir_Ashkenazy
Vladimir_Ashkenazy

Un programma dal sapore fiabesco attende il pubblico di Lugano Festival, giovedì 15 maggio al Palazzo dei Congressi. La bacchetta sapiente di Vladimir Ashkenazy guiderà i musicisti dell’Orchestra della Svizzera Italiana attraverso le atmosfere orientaleggianti di Shahrazād di Rimskij-Korsakov, per poi fare incursione nell’immaginario popolare boemo di Antonín Dvořák, con sei delle sue Leggende per orchestra. A completare la serata, una pagina di compiuta perfezione formale come l’Ouverture Accademicadi Brahms.

 

L’Orchestra della Svizzera Italiana torna a Lugano Festival, dopo il concerto di apertura, insieme al suo primo direttore ospite, Vladimir Ashkenazy. Un musicista eclettico che, da quando vinse nel 1955 il Concorso Chopin di Varsavia come pianista, ha calcato le scene internazionali sempre da protagonista, sia alla tastiera che sul podio, rivelando profondità e originalità di vedute ed esplorando un repertorio sconfinato.


Il programma che il maestro russo propone insieme all’orchestra ticinese rientra a pieno diritto nel tema dominante dell’edizione 2014 di Lugano Festival: il poema sinfonico.

Magnifico esempio di questo genere tipicamente romantico è infatti Shahrazād di Rimsky-Korsakov, in cui l’autore si ispira ad alcune delle novelle delle Mille e una notte. La ricerca timbrica sui colori dell’orchestra raggiunge qui momenti di estrema finezza, cui l’OSI ed Ashkenazy sapranno senza dubbio rendere ragione.

Altrettanto affascinanti, anche se slegate da una reale ispirazione letteraria, le Leggende di Dvořák, deliziose miniature in cui fanno capolino movenze di danza popolare e frammenti di melodie folkloriche. Ashkenazy ne sceglie sei e pone come sipario a questo programma ricco di fascino una pagina più sobria, l’Ouverture Accademica di Brahms. Scritta in occasione del conferimento all’autore di una laurea onorifica all’Università di Breslavia, questa partitura mostra l’altro volto del Romanticismo europeo più maturo: quello della cosiddetta musica pura, che cerca in se stessa la propria ragion d’essere in quanto linguaggio autonomo e che evita quindi le contaminazioni letterarie, care invece alla maggior parte degli autori del tempo.

Appuntamento alle 20.30 presso il Palazzo dei Congressi di Lugano

 

Il concerto è realizzato con il sostegno di Cornèr Banca SA

 

www.luganofestival.ch

Giovedì 15 maggio 2014, ore 20.30

Lugano, Palazzo dei Congressi

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA

 

Direttore
VLADIMIR ASHKENAZY

Johannes Brahms (1833-1897)

Ouverture Accademica in do minore, op. 80 (1880)

Antonín Dvořák (1841-1904)

Leggende per orchestra op. 59, B.122 n. 1, 2, 3, 6, 7, 8 (1881)

 

Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908)

Shahrazād, suite sinfonica op. 35 (1888)

Nota al programma

«Una fiaba è come un’immagine onirica priva di coerenza. Un insieme di cose e fatti meravigliosi, ad esempio una fantasia musicale, le sequenze armoniche di un’arpa eolia, la natura stessa» (Novalis).

 

Fate, orchi, principi e giganti: in genere sono loro i protagonisti delle fiabe, narrazioni che raccontano di avvenimenti e personaggi fantastici. Storicamente è stato il popolo a veder nascere la cultura della fiaba, perché proprio nella parte meno alfabetizzata della società i racconti brevi – trasmissibili oralmente e dalla morale educativa – avevano la loro ragion d’essere.

Così Antonín Dvořák, interessatissimo al tema del popolare in musica, ha pensato di prendere la fiaba – nella variante della leggenda – come pretesto per addentrarsi nelle sonorità folkloriche. Della leggenda, però, Dvořák ha volutamente tralasciato il dato primario, cioè il contenuto narrativo: nessuno dei dieci movimenti che formano le Leggende op. 59 ha infatti il benché minimo rimando a una storia, e nemmeno una vaga ispirazione letteraria nel titolo. Si tratta di brani esclusivamente musicali, vere miniature, che presentano dei microcosmi impregnati di sapori boemi: movimenti di danza appena accennati, suggestivi lirismi di possibili canzoni, che lasciano solo intuire quale avrebbe potuto essere la storia da raccontare.

Nikolaj Rimskij-Korsakov aveva invece ben in chiaro la storia che voleva raccontare con la suite sinfonica Shahrazād: il suo particolare interesse per l’Oriente e per l’esotico avrebbe in essa trovato una sgargiante veste orchestrale ad alcune delle mitiche novelle arabe raccolte nelle Mille e una notte. «Il Sultano Shāhrīyār, convinto che tutte le donne fossero false ed infedeli, giurò di mettere a morte ogni sua moglie dopo la prima notte di nozze» spiega lo stesso Rimskij-Korsakov. «Ma Shahrazād riuscì a salvarsi intrattenendo il suo signore con racconti affascinanti, per mille e una notte consecutive. Il Sultano, roso dalla curiosità, rimandava di giorno in giorno l’esecuzione della moglie, ed infine rinunciò alla promessa sanguinaria».

E Brahms? Nessun compositore romantico sembra più lontano dal mondo delle fiabe: Brahms non scrisse mai un poema sinfonico e nemmeno un’opera lirica. Nell’Ouverture Accademica – una lectio magistralis in note per la laurea onorifica ricevuta dall’Università di Breslavia – ancora una volta ribadì la propria poetica musicale, pura e formalista. È quindi vero: Brahms con le fiabe non c’entra nulla. Se non fosse che la citazione iniziale del poeta Novalis fu proprio il giovane Johannes a trascriverla, ne Lo scrigno del giovane Kreisler, il personalissimo album in cui copiava i passaggi fondamentali delle letture, che con assidua regolarità scandivano le sue giornate.

 

Gli artisti

ORCHESTRA DELLA SVIZZERA ITALIANA

Costituita nel 1935 a Lugano, è stata diretta da grandi personalità musicali quali Ansermet, Stravinskij, Stokowski, Celibidache, Scherchen ed ha collaborato con compositori quali Mascagni, R. Strauss, Honegger, Milhaud, Martin, Hindemith e, in tempi più vicini, Berio, Henze e Penderecki. L’OSI è una delle 13 formazioni a livello professionale attive in Svizzera. Composta da 41 musicisti stabili, è finanziata principalmente dal Cantone Ticino, dalla Radiotelevisione svizzera, dalla Città di Lugano e dall’Associazione Amici dell’OSI. Presente da sempre nel cartellone di Lugano Festival e del Progetto Martha Argerich, partecipa regolarmente alle Settimane Musicali di Ascona e alle Stagioni musicali della RSI. Si esibisce nei maggiori centri internazionali. Dal settembre 2013 collabora con Vladimir Ashkenazy, artista di grande ispirazione, direttore e pianista, che per quattro stagioni ricoprirà il ruolo di direttore ospite principale. Direttore onorario è Alain Lombard. Numerose le produzioni discografiche con importanti etichette quali Chandos, Hyperion ed EMI; da segnalare per Deutsche Gramophon (2012) il cofanetto per i primi dieci anni del Progetto Argerich.

Vladimir Ashkenazy

Si è imposto sulla scena musicale mondiale con il Concorso Chopin di Varsavia del 1955: è oggi uno dei pianisti e direttori d’orchestra più rinomati e riveriti, un artista d’ispirazione continua, la cui vita creativa comprende una vasta gamma di attività. Direttore principale dell’Orchestra Filarmonica Ceca dal 1998 al 2003, è direttore musicale dell’Orchestra Sinfonica della NHK di Tokyo dal 2004. È stato nominato Conductor Laureate dalla Philharmonia Orchestra (dal 2000) e dalla Iceland Symphony Orchestra. Da gennaio 2009 è direttore principale e consigliere artistico della Sydney Symphony Orchestra. Mantiene contatti regolari con la Cleveland Orchestra (di cui è stato direttore ospite principale), la San Francisco Symphony e la Deutsche Symphonie-Orchester di Berlino (per la quale ha lavorato come direttore principale e musicale nel periodo 1988-1996). È direttore musicale della European Union Youth Orchestra. Continua a dedicarsi al pianoforte, arricchendo costantemente il suo catalogo straordinariamente completo di incisioni. Si occupa di importanti progetti per la tv: recentemente ha elaborato programmi educativi con la NHK TV. Con il figlio Vovka è regolarmente impegnato in registrazioni e recital per due pianoforti.

 

L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Lugano Festival, in collaborazione con la Città di Lugano e con Lugano Turismo.

Con il sostegno di Repubblica e Cantone del Ticino/Fondo Swisslos, Città di Lugano,

RSI Radiotelevisione Svizzera di lingua italiana, FOSI Fondazione per l’Orchestra della Svizzera Italiana, Artephila Stiftung, Fondazione Ing. Pasquale Lucchini.

 

Lugano Festival gode inoltre del sostegno di:

UBS e BSI

 

Media partner: Corriere del Ticino

 

 

Modalità d’ingresso

 

Biglietti

I categoria Fr 70 / 60

II categoria Fr 55 / 45

III categoria Fr 40 / 35

IV categoria Fra 30 / 25

 

Riduzioni per studenti, apprendisti, Corriere del Ticino CdT Club Card e beneficiari AVS e AI.

Prevendita presso tutti i punti Ticket Corner (uffici postali, Manor, stazioni FFS) e online su www.ticketcorner.com

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