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Comitati Sardi – Richiesta moratoria e marcia

03bComunicato stampa del Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro-Comitati Sardi InRete

Da nord a sud dell’isola emerge una maggiore comprensione della fragilità
dei luoghi della nostra vita, determinando un bisogno di comunità che
diventa sempre più calorosa e responsabile. Per rivendicare il nostro
diritto a decidere il futuro della nostra Terra, contro il degrado del
nostro ambiente, lo sperpero delle nostre risorse, l’aggressione alla
salute, ai territori e al lavoro.
Comitati e associazioni incontreranno cittadini e amministratori in una
marcia simbolica che a partire da Sassari farà tappa nel Marghine e nel
Medio Campidano e si concluderà a Cagliari, per chiedere che il Presidente
della Regione si confronti con i cittadini su questi temi  e per
consegnargli un documento di moratoria nel quale saranno raccolte le firme
di tutti i cittadini sardi che i comitati incontreranno durante le tappe
della marcia.

L’evento é aperto a tutti: associazioni, comitati, movimenti, singoli
cittadini, amministratori, politici. Sono invitati a partecipare i candidati
sindaci alle elezioni comunali del 25 maggio a Sassari.

1^ tappa: Sassari
Venerdi’ 16 maggio 2014 ore 17.30-19.30
Sede del WWF Casa Regina Margherita – P.zza S. Pietro in Silki Sassari

Contatti:
Paola Pilisio Comitato No Chimica Verde-No Inceneritore/Porto
Torres-Sassari cell. 339.7984394 mail: capsanordsardegna@gmail.com

Franca Battelli Movimento Rifiuti Zero Sardegna cell. 388.9709013 mail:
rifiutizerosardegna@mail.com

——————————-
Coordinamento Sardo Non Bruciamoci il Futuro – Comitati Sardi inRete

Al Presidente della Regione Sardegna

RICHIESTA  DI  MORATORIA

Nel rivendicare il diritto dei cittadini all’accesso alle informazioni e
alla partecipazione ai processi
decisionali che coinvolgono l’ambiente, la salute, il lavoro e il benessere
sociale (diritto sancito da numerose normative internazionali, europee e
statali) i comitati, gruppi territoriali e associazioni della Sardegna
impegnati su questi temi portano all’attenzione dei cittadini e dei decisori
politici quanto segue:

·    è in atto una schizofrenica politica industriale tesa a trasformare la
Sardegna in una piattaforma energetica per progetti di sviluppo esterni all’isola
e in centro di commercio, stoccaggio o smaltimento di merci, di fonti
energetiche e di rifiuti prodotti altrove, anche mediante l’accaparramento
delle migliori terre a preminente vocazione agricola, con la conseguente
ulteriore marginalizzazione delle tradizionali attività agro-pastorali;

·   notiamo la sostanziale inerzia della delle Regione Autonoma della
Sardegna nel rivendicare il diritto legittimo nelle gestione dei bacini
idrici, degli impianti idroelettrici e di altre fonti energetiche
rinnovabili esistenti utili ad una produzione energetica nel rispetto delle
salute dei cittadini e degli intessi degli operatori del settore primario e
del turismo;

·   osserviamo come la politica verticistica non partecipata (chi amministra
attualmente ha il mandato da appena il 18% degli elettori Sardi) sia spesso
funzionale agli interessi delle lobby finanziarie e speculative estranee
agli interessi dei Sardi favorendo l’accumulazione, la centralizzazione e il
trasferimento fuori dell’Isola della ricchezza prodotta lasciando solo le
macerie ambientali, sanitarie e sociali;

·   in una situazione di degrado ambientale e sociale diffuso, di
aggressioni continue al nostro territorio, di minaccia alla nostra salute,
assistiamo ad una continua esclusione dalla possibilità di partecipare come
singoli e come comunità alla costruzione di un nuovo modello di sviluppo
lontano da quello che negli ultimi 50 anni ha portato la nostra Terra ad
avere il triste primato di regione con l’estensione più vasta di territorio
contaminato (445 mila ha), associato ad elevati tassi di incidenza e di
mortalità per malattie delle popolazioni residenti, e sul piano sociale a
registrare i tassi di disoccupazione, particolarmente giovanili, tra i più
alti dello Stato;

·   un Governo Centrale “amico” con il D.Lgs 23 dicembre 2013, n. 145,
convertito con modificazioni dalla L. 21 febbraio 2014, n. 9 (in G.U.
21/2/2014, n. 43) e noto come Decreto “Destinazione Italia”, ha posto le
basi per un sostanziale disimpegno degli inquinatori dall’obbligo di
bonifica a partire dalla sottoscrizione di accordi di programma con lo Stato
ed Enti Locali per una riconversione industriale di tali aree, con
agevolazioni fiscali a carico della comunità e spesso indirizzate, come a
Porto Torres e a Portoscuso, a scelte non certo sostenibili sul piano
ambientale, sanitario ed economico portate avanti in assenza di una
preventiva efficace azione di bonifica;

·   il medesimo Decreto “Destinazione Italia” vede lo Stato avocare a se
competenze che riguardano la nostra Isola nel settore ambientale come nella
ricerca di risorse geotermiche per la produzione di energia elettrica con
possibile compromissione di ulteriori 200 mila ha, in un momento nel quale
fioriscono nel territorio sardo innumerevoli progetti di produzione
energetica con ricorso alle biomasse, ai biodigestori, ai mega parchi
eolici, ai campi fotovoltaici, ai mega impianti termodinamici solari in aree
a vocazione agricola, fino alle trivellazioni per la ricerca di idrocarburi
e e ai nuovi inceneritori di rifiuti.

CHIEDIAMO un atto urgente di MORATORIA che preveda

·    lo stop immediato delle procedure di autorizzazione per tutti i nuovi
progetti di impianti di produzione di energia da combustione con la revoca
delle incentivazioni per quelli esistenti, dei progetti per la produzione di
energie rinnovabili non vincolati all’autoconsumo, degli impianti di
incenerimento dei rifiuti e di potenziamento di quelli esistenti, a tutela
dei nostri territori e della nostra salute, fuori dalle speculazioni
attualmente in essere, in attesa della definizione dei nuovi Piani Regionali
su Energia, Rifiuti, tutela del Paesaggio;

·    lo stop immediato al nuovo Piano Energetico Ambientale approvato dalla
Giunta Cappellacci e la rimodulazione dei PAES nel rispetto della
sostenibilità ambientale e territoriale;

·    la difesa delle prerogative della RAS e il rafforzamento in materia
legislativa concorrente, nella gestione dell’ambiente e delle fonti
energetiche messe in discussione dal Decreto “Destinazione Italia”.

Comitato Medio Campidano per i Beni Comuni
Comitato Terrasana Decimoputzu
Comitato Sa Nuxedda Free Vallermosa
No Galsi Cagliari
Comitato Non Bruciamoci Il Futuro Macomer
Movimento Rifiuti Zero Sardegna
Comitato S’Arrieddu per Narbolia
Comitato per la tutela e lo sviluppo di Torre Grande/Oristano
Comitato Fuori dalle Pale Villanovaforru
Comitato Cittadini Liberi Ottana
Comitato No Chimica Verde-No Inceneritore Sassari/PortoTorres
Arci Sardegna
Isde Sardegna
ABC Planargia Montiferru
Collettivo Carraxu
Comitato Non Bruciamoci Il Futuro Cagliari
Progetto Comune Villacidro
Comitato No Megacentrale Guspini
Comitato Terra che ci Appartiene Gonnosfanadiga
No Galsi Villacidro
Comitato Nurra Dentro-Riprendiamoci l’Agro
Associazione Culturale Athenaeum2000 Decimomannu
Eutopia Turritana
Comitato Ambiente e Territorio Samatzai
Cittadini per Decimomannu
Associazione ”Nuoro – Atene Sarda”
Comitato NO Amianto Cagliari
WWF Sassari
Csoa Pangea Porto Torres
Carlofortini Preoccupati
Comitato Basso Campidano-aria-terra-acqua
Comitato No TrivelPaby  Pabillonis
No al Progetto Eleonora  Arborea
Presidio Piazzale Trento  Cagliari
Gruppo di informazione indipendente “InBosa”
Sardegna Pulita  Cagliari
Assotziu Consumadoris Sardigna  Cagliari
Malerbe  Alghero
Assòtziu Zirichiltaggia  Cagliari

11 Maggio 2014

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