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Fronteindipendentistaunidu Casteddu su TARI

cassonetti cagliari
cassonetti cagliari

Lacrime e tasse a Cagliari. La prima città della Sardegna applica ai suoi cittadini una tariffa TARI che si presenta come un vero e proprio salasso: 5,7 euro a metro quadrato contro l’1,7 euro di Cremona e i 4,4 euro di Asti. A denunciarlo è niente meno che Il Sole 24 Ore, il giornale di Confindustria. Un dato che dovrebbe farci riflettere e non poco.

Un labirinto fiscale che travolge le fasce sociali più deboli, cosa di per sé assurda o quantomeno contraddittoria dal momento che viene fatta da un sindaco, Massimo Zedda, che si dice di sinistra, e che appena un anno fa attaccava il governo italiano sulla Tares, affermando che i sindaci non possono ridursi a fare gli esattori e rimarcando con forza che la Tares sarebbe stata un massacro per cittadini e imprese: “Per come è concepita, la Tares è una patrimoniale ma mascherata – osservava Zedda -. Una patrimoniale dovrebbe colpire i grandi patrimoni, questa invece colpirà l’anziana signora che vive in periferia in una casa da 100 metri quadri, per quei metri quadri e non per il suo reddito reale”. Era questo l’urlo del primo cittadino di Cagliari riportato nelle pagine di SardiniaPost.

Ma allora dovremmo domandarci che cosa è cambiato. A noi del Fronte Indipendentista Unidu non è dato saperlo, dunque lo chiediamo a proprio a Massimo Zedda facendoci portavoce di un disagio che colpisce tutti i cittadini, soprattutto perché, restando in tema di tasse sui rifiuti, a guardar bene possiamo con certezza e molto a malincuore affermare che la città di Cagliari non possiede ancora una gestione razionale dei rifiuti urbani, tanto che spesso, troppo spesso, ci sembra di vivere in una discarica a cielo aperto. Cassonetti che traboccano e strade indecorose sono il biglietto da visita per una Cagliari che vorrebbe essere città della cultura per l’anno 2019. Una città in cui, a ben vedere, i servizi si pagano cari, ma non vengono nemmeno garantiti.

Per restare vigili sulla politica della Giunta Zedda pare dunque non bastino due occhi, perché noi ricordiamo bene che i Cagliaritani votarono questa coalizione con la speranza di voltare pagina. Parliamo degli stessi cittadini che oggi si ritrovano senza quell’alternativa tanto sperata, guidati da un sindaco prono alle scelte di Governo e Ue e totalmente disinteressato al disagio sociale che colpisce questa città. Insomma: se decidi di vivere in questa Cagliari o sei ricco o fai la fame o ti suicidi.

Noi ci domandiamo se i Sardi, e nello specifico i Cagliaritani non dovrebbero cambiare rotta, valutando di dare fiducia agli indipendentisti, finora gli unici che hanno sempre dimostrato di dedicarsi in maniera gratuita a questa terra e a questa gente. Il nostro slogan non è non sarà mai “Adesso tocca noi”, perché il ritornello, alla luce dei dati odierni, ha il sapore di un film horror.

Fronte Indipendentista Casteddu


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