Salute

Medicina: la marijuana dimostra il suo potenziale nel trattamento delle malattie autoimmuni

23.coverUn team di ricercatori dell’Università della Carolina del Sud guidato da Mitzi Nagarkatti, Prakash Nagarkatti e Xiaoming Yang hanno scoperto un nuovo percorso attraverso il quale la marijuana può sopprimere le funzioni immunitarie del corpo. La loro ricerca è stata pubblicata on line sul Journal of Biological Chemistry.

La marijuana è la droga illecita più frequentemente utilizzata negli USA, ma visto che diversi stati l’hanno legalizzata per scopi medici e anche ricreativi, studi di ricerca come questo stanno scoprendo nuove ed innovative potenziali applicazioni sulla salute.

Tra altre applicazioni, la marijuana è ora regolarmente utilizzata e con successo per alleviare la nausea e il vomito nell’esperienza di molti malati di cancro come effetti collaterali della chemioterapia, per combattere la sindrome da deperimento che provoca ad alcuni pazienti malati di AIDS la perdita di una quantità significativa di peso e di massa muscolare e per alleviare il dolore cronico che non risponde agli oppiacei.

Lo studio dell’Università ha scoperto ancora un’altra potenziale applicazione della marijuana, nella soppressione della risposta immunitaria per trattare le malattie autoimmuni. Il lavoro si basa sulle recenti scoperte scientifiche che l’ambiente in cui l’uomo vive può effettivamente innescare cambiamenti che si verificano al di fuori del DNA umano, ma comunque può causare alterazioni della funzione dei geni controllati dal DNA. Queste molecole esterne che hanno la capacità di alterare la funzione del DNA sono conosciute collettivamente come epigenome. In questo studio, i ricercatori hanno voluto scoprire se il tetraidrocannabinolo trovato nella marijuana ha la capacità di influenzare l’espressione del DNA attraverso percorsi epigenetici al di fuori dello stesso DNA.

I recenti risultati dimostrano che la marijuana THC può cambiare le molecole critiche di epigenome chiamate istoni, portando alla soppressione dell’infiammazione. Questi risultati suggeriscono che un potenziale impatto negativo della marijuana potrebbe essere la soppressione benefica dell’infiammazione nel corpo. Ma suggeriscono anche che, a causa della sua influenza epigenetica verso la soppressione dell’infiammazione, la marijuana potrebbe essere efficace nel trattamento di malattie autoimmuni come artrite, lupus, colite, sclerosi multipla e simili, in cui l’infiammazione cronica gioca un ruolo centrale.

Fonte: http://www.eurekalert.org/pub_releases/2014-06/uosc-msp060214.php

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Alessandro Rasman

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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