Italia

Poche le donne che chiedono un prestito, sono solo il 32% del totale

Solo il 32% sul totale di chi chiede un prestito è donna; questo per la differenza di reddito tra uomini e donne, quest’ultime prendono ancora meno dei colleghi

Trovare un prestito può non essere semplice, le banche ancora oggi, nonostante la stretta del credito si stia lentamente riducendo, non sono troppo propense ad assumersi il rischio di finanziare imprese o famiglie con alte probabilità di default. Benchè sia poi la banca a decidere se erogare o meno il prestito è comunque nostro dovere di consumatori cercare il prestito più vantaggioso, magari scorrendo le molte offerte che possiamo trovare online. Sul web infatti spesso le banche offrono tassi inferiori.

Sembra però che nell’accesso al credito, almeno stando ai dati dell’Osservatorio SuperMoney, ci siano persone meno propense di altre a chiederne: l’analisi delle richieste di finanziamento pervenute al sito di comparazione di tassi da gennaio a maggio 2014 mostra infatti che soltanto il 32% di queste persone sono di sesso femminile. Potremmo spiegare questo dato dicendo che le donne sono meno propense ad assumersi il rischio di chiedere un prestito, preferendo magari chiedere aiuto a parenti o amici; tuttavia, mettendo in relazione i dati dell’Osservatorio con le statistiche di Banca d’Italia sui bilanci delle famiglie italiane, la spiegazione sembra essere un’altra.

I numeri di Banca d’Italia sono chiari: i nuclei familiari guidati da una donna hanno redditi complessivi inferiori rispetto a quelli delle famiglie con un capofamiglia uomo; la discriminate sembra quindi essere il reddito. Le donne sono meno propense a chiedere prestiti perché sanno di guadagnare meno dei colleghi uomini (altro dato confermato da Banca d’Italia) e quindi, quando anche la banca dovesse concedere il finanziamento, il rischio di insolvenza sarebbe più alto. Come sono chiari e lasciano poco spazio all’interpretazione i numeri di Banca d’Italia, lo stesso si può dire per i dati dell’Osservatorio SuperMoney.

Secondo la ricerca dell’Osservatorio non solo gli uomini sono il 68,01% del totale di coloro che chiedono un prestito ma essi effettuano richieste di importi, mediamente, superiori: 17.178 euro per gli uomini e 15.270 euro per le donne. Quello che si nota, osservando i dati senza considerare la differenza di genere è comunque una certa omogeneità nelle caratteristiche di chi chiede un prestito: età media 50 anni e variegata provenienza geografica. A parte i picchi della Basilicata e della Valle d’Aosta (che registrano, rispettivamente, le richieste più elevate da parte degli uomini, 27.268 euro, e quelle più basse effettuate da donne, 8.800 euro), la provenienza geografica non sembra influenzare la domanda di prestiti.

Uomini e donne non si differenziano nemmeno per la finalità del prestito: per prima cosa, chi richiede un finanziamento lo fa per disporre di maggiore liquidità, seguono i prestiti per la ristrutturazione della casa e l’acquisto di un’auto. Come è evidente, quindi, l’unica caratteristica che differenzia le persone che chiedono un prestito è il genere. Lo squilibrio tra uomini e donne può essere spiegato, inoltre, solo considerando la tendenza delle donne a possedere un reddito minore che quindi, evidentemente, disincentiva la domanda di finanziamenti.

«La nostra indagine – spiega Andrea Manfredi, Amministratore Delegato di SuperMoney – dimostra che c’è ancora molto da fare nel nostro Paese per raggiungere la piena parità fra uomini e donne. Tuttavia, la maggiore difficoltà nell’accesso al credito non è un peccato originale del sistema bancario, semmai la spiacevole conseguenza del diverso regime di retribuzione dei lavoratori e delle lavoratrici».

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