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Vertenza Meridiana: lavoratori rispondono al presidente Rigotti

Vela_Meridiana_4_giugnoVogliamo rispondere alle laconiche dichiarazioni radiofoniche del Presidente di Meridiana Marco Rigotti, che tanto ama spendersi su argomenti quali il costo del lavoro e la competitività, come tutti i manager e gli AD dell’ultimo decennio ad onor del vero.

Cercheremo, attraverso un’analisi quanto più dettagliata possibile, di produrre dati oggettivi ed incontrovertibili.

Dal 2007 Meridiana gode di ammortizzatori sociali. Non parliamo solo delle generose ricapitalizzazioni di Sua Altezza Aga Khan che finora hanno garantito preziose iniezioni di liquidità a salvaguardia della continuità aziendale. Ci riferiamo, ad esempio, ai contratti di Solidarietà vigenti senza soluzione di continuità per ben 5 anni a partire dal 2007 fino al 2011, anno in cui è intervenuta la CIGS.

Per effetto degli accordi di solidarietà Meridianafly ha potuto registrare contributi positivi lordi ai SOLI fini fiscali, come la stessa ha ammesso, riportando la menzione nei bilanci disponibili.

In aggiunta i vari restyling contrattuali, ottenuti con l’Accordo 30/04/2009 ed il successivo 18/11/2011 hanno determinato condizioni di impiego pesantemente peggiorative e salari riparametrati al ribasso, proporzionalmente al reddito di partenza di ciascun lavoratore, di terra o di volo.

Questo accanimento sul costo del lavoro, ottenuto con tutti i mezzi a disposizione sia istituzionali che negoziali, non ha affatto determinato una condizione di maggior benessere aziendale o di competitività industriale.

Per completezza di informazione riassumiamo i risultati di esercizio degli ultimi 5 anni.

2008
– 18 milioni di euro

2009
– 34 milioni di euro

2010
– 51 milioni di euro

2011
– 110 milioni di euro

2012
– 190 milioni di euro

Mica male se consideriamo che la panacea di tutti i mali trova la sua espressione massima nella riduzione del costo del lavoro. Se questi sono i risultati, c’è da fregarsi le mani.

La stessa Meridianafly, dichiara (estratto dati del bilancio 2013):

“pur avendo ottenuto un risparmio sul costo del personale nel 2012 pari a 18,9 milioni per effetto dell’intervento della cigs, la contrazione risulta insufficiente a fronteggiare il calo dell’attività ed il relativo calo dei ricavi”.

Questo si traduce inevitabilmente in un aumento del costo del lavoro del 20,4%. Il dato assume queste proporzioni in un contesto di scarsi volumi di traffico e di ricavi regolarmente e drasticamente crollati di anno in anno, a causa delle scelte industriali effettuate dal management, non dai dipendenti.

Quindi, il vero topic non è affatto il costo del lavoro (che è piuttosto un banalissimo totem dalla semplice valenza politica da consegnare per incensarsi in CDA) quanto piuttosto il COLLASSO DEI RICAVI CHE DETERMINA IN AUTOMATICO UN’ESPLOSIONE FUORI CONTROLLO DEI COSTI FISSI E DI GESTIONE.

Se Meridiana si concentrasse sulle attività tipiche di una compagnia aerea, quali:

avere aerei
far volare gli aerei
individuare rotte e segmenti di mercato profittevoli

probabilmente non avrebbe alcuna necessità di rincorrere sempre in affanno, l’idea di abbassamento del costo del lavoro, non esitando addirittura ad acquistare, o più recentemente ad affittare, compagnie vintages per farle operare per proprio nome e conto come si appresta a fare per l’estate 2014.

UN ESEMPIO?

Meridiana potrebbe immaginare, ad esempio, di incrementare il proprio load factor, ovvero il grado di riempimento medio a bordo degli aerei, che si attesta intorno ad un misero 65%. Se consideriamo che quello di Alitalia, comunque pessimo, è più alto, e che IATA stima intorno al 79% il load factor di riferimento mondiale, c’è poco di cui gioire. Meridiana ha molta strada ancora da fare.

Semplificando e concludendo; se osserviamo il 2012 con la sua perdita netta di 190 milioni di euro, risultato negativo pari ad un -34%, calcolando l’incidenza del costo del lavoro unitamente alle altre voci di costo, ipotizzando che tutti i dipendenti fossero andati a lavoro gratis per 12 mesi, Meridiana sarebbe comunque andata in passivo del 20%.

Per carità, non siamo managers né analisti finanziari, ma riteniamo, dati alla mano, che ostinarsi a voler iniettare nell’opinione pubblica l’idea bislacca che per risollevare questa Azienda siamo noi dipendenti a dover pagare, è solo strumentale e privo di qualsiasi dato oggettivo a supporto.

I numeri, talvolta, sono più eloquenti delle parole.

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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