
L’operazione denominata “Cash” ha portato alla luce una vera e propria banda dedita alla frode fiscale, radicata nei territori occidentali della provincia di Brescia ed in quelli bergamaschi immediatamente limitrofi.
Il danno complessivo per l’erario, in termini di minor gettito, è stato quantificato in circa 10 milioni di euro, cagionato da fittizi rapporti di lavoro coperti da false fatturazioni per oltre 40 milioni di euro.