
I beni sequestrati erano a disposizione di due fratelli di origine calabrese titolari di due studi di consulenza contabile a Milano ed in provincia di Cremona sospettati di essere i reali proprietari del patrimonio sequestrato, accumulato nel corso degli anni grazie ad attivita’ illegali e dissimulato mediante una fitta rete di prestanome.
I due professionisti, entrambi indagati dalla Dda di Milano per associazione per delinquere di stampo mafioso, sono sospettati di essere i contabili del sodalizio criminale che faceva capo alla famiglia Mangano, decapitato lo scorso settembre dagli arresti che sono stati eseguiti dalla squadra mobile di Milano a seguito di indagini condotte dalla Dda del capoluogo lombardo.