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Australia: commissione abusi su minori denuncia pedofilia “fenomeno sommerso ma molto diffuso” Lo “Sportello dei Diritti” chiede un analoga inchiesta anche in Italia

violenzaIn Australia la Commissione australiana d’inchiesta sugli abusi sessuali su minori che indaga su chiese, enti di beneficenza, governi locali, scuole, organizzazioni comunitarie e polizia ha presentato ieri sera il suo rapporto preliminare. Secondo i dati del rapporto preliminare, il 90% degli abusi è stato compiuto da uomini, in maggioranza del clero o di un ordine religioso, seguiti da insegnanti e assistenti sociali. L’età media delle vittime di sesso femminile è 9 anni, dei maschi 10.In sintesi, i dati raccolti indicano che in Australia una bambina su tre e un ragazzino su sette ha subito qualche forma di abuso sessuale, non sempre in un’istituzione.La Commissione chiede altri due anni, dopo la scadenza programmata nel 2015, e altri 104 milioni di dollari per completare il suo lavoro.

La commissione, istituita nell’aprile 2013 dall’allora primo ministro laburista Julia Gillard, ha ascoltato più di 1700 persone in sedute private e ha individuato abusi in più di 1000 istituzioni. Il giudice Peter McClellan, che presiede la Commissione, prevede che per la fine del 2015 si saranno tenute fino a 4000 sedute private e 40 udienze pubbliche, ma vi è ancora una lista d’attesa di centinaia di persone. Alla luce della notizia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione da sempre impegnata anche nella tutela dei diritti dell’infanzia, chiede che un’inchiesta analoga sia immediatamente aperta anche in Italia che miri a prevenire e contenere la pedofilia e la pedopornografia. Sono questi fenomeni sommersi ma diffusi piu’ di quanto dicano i numeri ufficiali. Il vero allarme e’ legato ai luoghi degli abusi, il 90% degli avvengono in famiglia, e a chi li compie, in gran parte sono commessi da padri e nonni. Il 68% di chi subisce abusi sono femmine. Oltre a questo c’e’ il fenomeno del turismo sessuale nel quale l’Italia e’ al primo posto con 80mila viaggi l’anno. In continuo aumento sono poi la pedopornografia e la pedofilia online.
Lecce, 1 luglio 2014
Giovanni D’AGATA

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