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Cun Conigli, Fima: Schiaffo dei sindacati. Insufficienti le risposte di Olivero al Senato

coniglio1Le ultime modifiche regolamentari apportate alla Cun-Commissione prezzi unica nazionale, hanno di fatto trasferito all’ interno della stessa gli industriali del Comitato della borsa merci di Verona (all’ interno della quale ovviamente non ci sono allevatori!) snaturando così la portata riformatrice della Cun, con il consenso delle organizzazioni sindacali. Un vero e proprio schiaffo agli allevatori che calpesta la loro dignità. Lo dichiara Saverio De Bonis, coordinatore della Fima, federazione italiana movimenti agricoli.

 

L’ accaduto è molto grave – prosegue – ed è frutto, secondo le dichiarazioni del Vice Ministro Olivero che ha risposto al Senato ad alcune interrogazioni parlamentari, di una “trattativa che il Ministero ha avviato con la Borsa merci di Verona per verificare l’ esistenza di una forma di cooperazione e integrazione tra le due strutture, sia per ottimizzare le proprie attività che per evitare l’ insorgere di possibili conflitti di rappresentanza”.

 

Al vice Ministro – dichiara De Bonis – sfugge forse un particolare. Il Governo, in data 1 aprile 2014, si era impegnato nei confronti del Parlamento a pervenire alla cessazione dell’ attività di accertamento dei prezzi svolta dalla Commissione conigli della Borsa merci di Verona, affinché potesse essere valorizzata l’attività svolta a livello nazionale dalla CUN-Commissione unica nazionale e fossero evitate duplicazioni in sede locale.

 

Del resto – evidenzia la Fima – anche Coldiretti, dopo anni di ritardo, aveva ritirato i suoi commissari dalla Borsa merci di Verona, per favorire la chiusura di uno strumento locale, regolamentato da un decreto regio del 1913, ritenuto anticoncorrenziale dall’ Autorità Garante del mercato già da tre anni. Apprendere, però, che la stessa Coldiretti abbia favorito il trasferimento dei difetti della Borsa merci dentro la Cun, attraverso la designazione delle stesse persone, è davvero singolare e paradossale.

 

Siamo di fronte – precisa la Fima – ad un arbitrario sovvertimento del regolamento cun e ad una presa di possesso delle leve di decisione, che consentono di determinare, in caso di disaccordo, i prezzi di mercato agli industriali, contro la volontà degli allevatori e la funzione di tutela originaria dello strumento Cun. Le modifiche apportate dalle ultime norme – aggiunge – sono tali da alterare per l’ intero complesso dei commissari il rapporto di rappresentanza verso la propria base associativa. Anzi, impedendo che esso si costituisca correttamente e direttamente, coartano la libertà di scelta dei produttori nella designazione dei propri commissari Cun, e pertanto contraddicono il principio di democrazia economica, incidendo sulle libertà garantite dall’ art. 41, co. 2, della Costituzione.

 

I movimenti agricoli – conclude – non vogliono duplicazioni delle Borse merci o finte riforme, che impediscano di spuntare gli artigli alla speculazione.

 

 

Ufficio Stampa Fima

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