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“Fire challenge” ossia la nuova sfida che impazza tra i giovani che si diffonde sul web

 "Fire challenge"Si filmano mentre si danno fuoco sfidando gli amici a fare altrettanto

In America la polizia e le organizzazioni che si occupano di prevenzione e sicurezza sono già in allarme per il nuovo gioco estremo che in pochi giorni è diventato un tormentone fra i giovani statunitensi e che data la possibilità di rapida diffusione tramite la rete rischia di diventare un preoccupante fenomeno di massa globale. Il fenomeno è chiamato “Sfida di fuoco” (prova di fuoco), che dagli Stati Uniti si sta diffondendo rapidamente sui social network.


Dopo il”neknomination”, che costò la vita a molti giovani in tutto il mondo, questa nuova moda sembra diffondersi. Che cosa è esattamente? Il principio, totalmente inconsapevole, è semplice: cospargere di benzina o liquidi infiammabili, accendere un accendino e darsi fuoco prima di provare a spegnere le fiamme per dimostrare a tutti il proprio autocontrollo prima di passare il testimone a qualcun altro. Tutto è ovviamente filmato e dovrebbe impressionare la gente…Ultimamente, il piccolo gioco nato negli Stati è andato storto. Sarebbero già finiti all’ospedale diversi ragazzini, tutti con ustioni al torace. I video di queste “sfide” abbondano sul web. La “sfida” sembra prendere piede sopratutto negli Stati Uniti. Nei video si vedono ragazzi e giovani cospargersi una parte del corpo con del liquido infiammabile e poi avvicinare la fiamma di un accendino: la fiammata divampa tra le urla dei presenti, mentre il diretto interessato cerca il più rapidamente possibile di spegnere la fiamma. In molti casi, invece del liquido infiammabile si usa un deodorante spray, dirigendo il getto direttamente sulla fiamma avvicinata al corpo. Se la quantità di sostanza infiammabile è molto piccola e se si riesce ad agire con prontezza, la fiammata dura soltanto un istante e provocherebbe una leggera scottatura. Ma c’è anche chi utilizza troppo liquido o non riesce a spegnere subito la fiammata con le mani perché a prendere fuoco sono i vestiti: in quel caso si finisce all’ospedale con ustioni anche molto gravi.Non si tratta di una previsione azzardata, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ma c’è il concreto rischio che questa stupida moda si diffonda anche nel resto del pianeta perché internet è sì un preziosissimo strumento d’informazione e conoscenza ma in questi casi diventa un mezzo assai pericoloso di condivisione fra giovani che in questo tipo di circostanze adotta comportamenti emulativi. Intanto la società che gestisce Facebook in America ha preso provvedimenti  come l’immediato blocco della pagina in questione.

.Lecce, 31 luglio 2014                                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                     Giovanni D’AGATA

 

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