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Il ciclismo in Val Bormida – Giuliano Pastrengo

296611_copertina_anteprima CICLISMOGentile Sig. Giuliano Pastrengo, mi permetto di inviarle queste due righe perd irle che ho letto quasi casualmente il libro Ciclismo in Val Bormida, curato da Bruno Chiarlone, anche per l’ammirazione che mi lega a lui. Vivendo a
Milano, ed in quanto donna, devo dire che conosco solo per sentito dire le vicende legate al ciclismo, per via di nomi famosi per esempio come quello di Fausto Coppi e di Gino Bartali, la cui eco ci arriva anche dalle canzoni di Paolo Conte.Ma è leggendo questo libro che mi sono resa conto di quanta importanza ha avuto l’attività legata al ciclismo nella vostra bella Val Bormida, e di come solo la passione di tifoso, le capacità organizzative, l’entusiasmo, la laboriosità di una persona come lei hanno potuto garantire il formarsi di gruppi ciclistici, assicurarsi l’appoggio degli sponsor, inventarne le divise.

Mi è piaciuto leggere che  complice dell’affermarsi dell’attività ciclistica può essere stato anche il periodo dell’austerity, causato dall’aumento del prezzo del petrolio, che ha fatto sì che si riscoprisse nei giorni festivi l’
utilizzo della bicicletta a dispetto dell’automobile.

Passione che si trasformò poi anche in agonismo, dopo che le gare venivano organizzate in coincidenza delle sagre festive e le feste di paese.

Ho apprezzato anche le biografie di personaggi come Ezio Borgna e Bruno Umidio, con gli aneddoti a loro legati. Bella l’introduzione delle foto e degli articoli di giornale.

Con questo le faccio i miei più sinceri complimenti.

Silvia Marazzina da Milano


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