Economia

L a Sardegna brucia mentre i Piani di emergenza stentano ad essere adottati dalle amministrazioni comunali

m5s1Il Dipartimento della Protezione Civile divulga i dati: l’Isola in fondo alla classifica nazionale, solo il 62% dei Comuni è in regola

Roma, 4 luglio 2014 –  Un primo allarme lanciato il 13 settembre del 2013 (in allegato il comunicato stampa), con l’accompagnamento di una interrogazione parlamentare (cui il Governo nazionale non ha ancora risposto). All’epoca – in base ai dati ufficiali forniti dal Dipartimento della Protezione Civile –  il senatore Roberto Cotti denunciava come soltanto il 55% dei comuni isolani (208 su 377) avesse adempiuto l’obbligo di legge, contro una media nazionale del 76%. La Sardegna, quindi, occupava il ben poco lusinghiero quartultimo posto della classifica nazionale. Poi, il 12 marzo scorso, nel giorno della proclamazione degli eletti nel nuovo Consiglio regionale, il secondo allarme del senatore Cotti, con una lettera inviata al neo presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru (in allegato).

A quella datal’Isola aveva leggermente migliorato la situazione: i comuni dotati di regolare Piano di emergenza erano passati a 233, il 62% del totale, con l’Isola che migliorava la propria posizione nella graduatoria nazionale delle Regioni più inadempienti (dal quartultimo al quintultimo posto).

Ora, a quasi 4mesi dalla lettera inviata al presidente Pigliaru (scriveva Cotti: “La Regione Sardegna non può continuare a restare inerte rispetto a questi ritardi, anzi deve farsi parte diligente affinchè vengano subito recuperati e i cittadini tutti informati su come comportarsi in caso di emergenze e calamità ), con unaSardegna circondata in parte dalle fiamme e nonostante la normativa prescriva l’obbligo della trasmissione del Piano al Dipartimento della Protezione Civile, in base ai dati ufficiali appena resi pubblici dal Dipartimento (datati 26 giugno 2014,http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/dati_di_dettaglio.wp ) si scopre che non c’è stato alcunmiglioramento rispetto al passato, ovvero che i comuni sardi dotati di Piani di emergenza continuano a essere non più di 233 su 377.

La Sardegna siconferma come una delle regioni più inadempienti in assoluto (la media nazionale dei comuni dotati di Piano d’emergenza è del 77% contro il 62% dell’Isola).

I Piani di emergenza comunali individuano i principali rischi presenti all’interno del territorio comunale e rappresentano lo strumento con il quale l’amministrazione comunale dovrebbe prefiggersi di prevenire, fronteggiare e gestire le emergenze derivanti da calamità, con le modalità di informazione da trasmettersi a tutti i cittadini. Previsti fin dal 2012, rappresentano un indispensabile strumento per la prevenzione dei rischi, un insieme coordinato di procedure operative atte a fronteggiare qualsiasi calamità in un determinato territorio, tanto più importanti se un  territorio – come la Sardegna – è colpito dalla triste piaga degli incendi e/o dal dissesto idrogeologico, magari conseguente a fenomeni atmosferici eccezionali.


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