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La xenofobia contagia il mondo animale

s_7hq2La Società Protezione Animali di Ginevra torna a far discutere con un’aggressiva campagna pubblicitaria anche contro gli italiani

Una campagna shock della Società Protezione Animali di Ginevra, nel periodo clou dell’abbandono degli animali domestici, farà certamente discutere. Una serie di cartelloni pubblicitari sono apparsi nell’importante città svizzera con in bella evidenza l’immagine di un cane a rappresentare ogni nazionalità e uno slogan associatole. “Craignez les Allemands”, “Méfiez-vous des Français”, “Redoutez les Italiens”.Insomma, un modo poco ortodosso per stuzzicare i ginevrini, invitandoli ad avere paura, a non fidarsi e a temere gli stranieri.Ma non si tratterebbe di un caso isolato. Secondo la stampa locale a queste affissioni ne seguiranno altre, che ‘risponderanno’ alle prime.Ovviamente data la delicata posizione di frontiera della città sul Lemano, non sono ovviamente mancate le reazioni sconcertate dei cittadini e anche da parte di una società proprietaria di svariati parcheggi pubblici, che ha chiesto la rimozione dei cartelloni incriminati.Se è vero, come hanno sottolineato alcuni media elvetici, che i responsabili della campagna hanno sicuramente raggiunto il loro scopo, ovvero far parlare di sé, per Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” la scelta appare di cattivo gusto per non dire xenofoba, proprio in un momento particolare nel quale la nostra associazione ha segnalato più volte un’apparente svolta razzista del sentire comune di alcune organizzazioni e membri delle istituzioni d’Oltralpe, specie contro i nostri connazionali.

Lecce, 21 luglio 2014                                                                                                                                                                                            

                                                                                                                                                                                   Giovanni D’AGATA


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