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Torino: morto Giorgio Faletti

giorgio-falettiTorino, è morto Giorgio Faletti. Faletti aveva  63 anni. Era malato da tempo. Lo scrittore, attore, cabarettista, cantante ma anche pittore e compositore, era nato ad Asti il 25 novembre 1950. Era ricoverato all’Ospedale Molinette e da qualche tempo aveva annullato tutti gli impegni perché non stava bene. Noto per i suoi lavori da cabarettista negli ultimi anni aveva anche scritto diversi libri . Il suo primo romanzo «Io uccido» è tra i best seller italiani più venduti di sempre. E un buon successo hanno avuto anche le pubblicazioni successive. Faletti si era specializzato nei gialli e aveva ricevuto apprezzamenti anche da altri grandi della letteratura crime, come Jeaffry Deaver . 

Faletti diventa famoso però anche grazie a  Signor Tenente, canzone irriverente e di denuncia presentata al Festival di Sanremo nel 1994 arrivata  al 2º posto della classifica finale della kermesse canora vincendo il Premio della Critica.

Nonostante sia stata presentata nel 1994, Signor Tenente è chiaro il richiamo alle stragi di Capaci e di via D’Amelio. Vuol essere una denuncia delle condizioni lavorative delle forze dell’ordine (in particolare dei carabinieri) in un periodo in cui era ancora viva “l’eco” delle bombe del ’92. L’uso della parola “minchia”, presente ripetutamente nel testo, e l’accento siciliano con cui viene cantato il brano rendono più chiari i riferimenti a Cosa Nostra; più in generale, questi dettagli sottolineano quanto fosse più sentita questa situazione nel Sud Italia, dove si erano verificati maggiori eccidi mafiosi e da dove provengono, per larga parte, i carabinieri italiani.

Forse possiamo cambiarla ma è l’unica che c’è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent’anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c’ho vent’anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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