Economia

Disseccamento ulivi nel Salento Il Governo e la Regione salvino il patrimonio arboreo e di biodiversità

ulivi, salentoPresidente Consiglio dei Ministri

Ministero delle Politiche Agricole

Roma

p.c.

Ministro dell’Ambiente – Roma

Presidente Regione Puglia

Assessore alle Risorse agroalimentari – Agricoltura

Assessore alla Qualità del territorio – Assetto del Territorio, Beni Culturali

Assessore Qualità dell’ambiente – Ecologia

Assessore Mediterraneo, Cultura, Turismo

– Bari –

a tutti gli organi di stampa

Oggetto:  DISSECCAMENTO ULIVI NEL SALENTO DEC. U.E. 23.7.2014. INTERVENTI GOVERNATIVI A SALVEZZA DEL PATRIMONIO ARBOREO E DI BIODIVERSITA’ DEL SALENTO NEL SEGNO DELLA PIENA CONOSCENZA, CURA E TUTELA DI UN PATRIMONIO VEGETALE DI RILEVANZA EUROPEA E MONDIALE IRRINUNCIABILE PATRIMONIO DELL’INTERA UMANITA’ E PER LA CREAZIONE DEL ‘PARCO EUROPEO DEGLI ULIVI

I cittadini, i contadini, il movimento ambientalista diffuso del Salento sono fiduciosi che il Governo, in particolare il Ministro alle Politiche Agricole, il 27 agosto non ratifichi la condanna a morte, per estirpazione emessa dalla Commissione U.E. il 23-07.2074, che potrebbe coinvolgere anche centinaia di migliaia di alberi, soprattutto ulivi secolari, in quanto dichiarati contagiati da Xilella F., e anche quelli a possibile rischio, quindi ancora sani!

Siamo fiduciosi che il Governo non adotterà misure irreversibili come l’estirpazione delle piante: esse uccidono invece di curare, prevenire, rigenerare piante e terreni agricoli. Espianto dalla assai discutibile efficacia per contenere la diffusione del contagio (si dovrebbe fare terra bruciata!), inutile per le piante disseccate, che comunque (soprattutto gli ulivi, al limite capitozzati) possono sempre presentare capacità di rigenerazione.

La nostra fiducia sulla vs. prudenza si basa sulla doverosità di tener presente la complessità dello scenario, sia sui piano fitosanitario, che economico, culturale e ambientale, sia l’incertezza sulla complessa eziologia del disseccamento, sul ruolo del batterio X., sulle misure utili, sia gli aspetti contraddittori, ambigui connessi alla situazione verificatasi nel Salento e infine la gestione da parte degli enti preposti al controllo fitosanitario sul territorio.

Lo scenario presenta i seguenti interrogativi, dubbi , ipotesi (come tali talvolta opposte tra loro), meritevoli di approfondimenti da parte delle istituzioni ed esperti, prima di assumere decisioni drastiche o irreversibili, mentre urgono altri interventi fitoterapeutici immediati.

– Per gran parte degli esperti nazionali e internazionali interessatisi , il disseccamento e conseguenza di tre concause, Xylella, Funghi, Rodilegno, favorite da un ambiente e clima favorevoli (sia il degrado della gestione di molti uliveti e l’eccessivo ricorso a diserbo chimico, sia diversi inverni miti); da sola, è stato affermato, la X: non disseccherebbe gli ulivi, come riscontrato in California:

è  stata confermata la patogenicità della X. con test specifici e da parte di differenti laboratori nella situazione salentina?

Gravi situazioni di disseccamento degli ulivi nel Salento sono state documentate sia nella fine del XVIII che tra XIX e XX sec., spesso definiti con il termine “brusca.

A tali e ad altre epidemie sono comunque sopravvissute, nel corso di vari secoli, centinaia di migliaia di piante (ovviamente senza trattamenti chimici):

si è indagato su tali ed altri precedenti per meglio conoscere la storia fitopatologia della flora e in particolare dell’olivicoltura salentina?

– Tali precedenti e soprattutto affermazioni di autorevoli studiosi della X., portano a non escludere la prospettiva che tale batterio sia endemico nel Mediterraneo; occasionalmente si manifesta in forme virulente, favorite da condizioni climatico-ambientali, come sembra avvenuto in Portogallo, Kosovo, Francia, a danno di diverse varietà: sembra sia endemico per gli ulivi in aree mediorientali.

Non va tenuta in debita considerazione tale prospettiva che modifica radicalmente lo scenario sia in termini eziologici che fitoterapeutici, rispetto all’ipotesi dell’importazione del batterio!?

-Si è ipotizzato e forse dato per scontato che il batterio X. sia stato importato con derrate vivaistiche dall’America centrale.

Perché con esse, distribuite in vari approdi nel Mediterraneo e in ltalia, la X. si sarebbe insediata solo nel Salento?

-Si è riscontrata una sincronia tra un convegno con l’uso del batterio Xilella svoltosi nel 2010 a Bari e la diffusione del disseccamento nel Salento.

Non sarebbe opportuno approfondire tale vicenda (su essa indaga la magistratura) con l.’eventuale casuale e involontaria diffusione del batterio da parte di qualche esperto non estraneo al territorio contagiato?

-Oggi molte associazioni e politici invocano di non perdere ulteriore tempo nell’intervenire tempestivamente. Tuttavia i primi sintomi si sarebbero manifestati in aree limitate nell’entroterra gallipolino tra 2008/2009;

sicuramente nel 2011 il disseccamento coinvolgeva un’area significativa nella zona, destava allarmi con conseguenti segnalazioni. Non si è avuta conoscenza fino all’estate 2013 (allarme sui media dopo lettera del Forum alle istituzioni provinciali e regionali, prime assemblee locali) di prese di posizione o di interventi da parte di enti preposti al controllo fitosanitario del territorio, delle istituzioni.

Perché tale ritardo e quali le conseguenze della fitopatologia?

-Dopo l’intervento della Regione attraverso gli enti preposti, viene emanata la del. Reg. 29.10.2073, con cui di stabilivano interventi da intraprendere per combattere o ostacolare ]a fitopatologia, tra cui alcune buone pratiche e in particolare le potature, quali misure a “breve termine”.

Come mai esse non sono state rese operative, almeno quelle generalmente condivisibili senza alcuna riserva, attraverso provvedimenti esecutivi, (a parte la simbolica, inefficace e contraddittoria estirpazione di 100 piante dichiarate infette) con probabili conseguenze sulla diffusione del contagio?

Unanimemente ora tutti denunciano che si e perso un anno nella lotta al batterio (nei primi di aprile esposto alla magistratura da parte del Forum su eventuali inadempienze)!

-Le indagini sul batterio sono state gestite dall’Università e dal CNR di Bari. E’ a conoscenza delle riserve e delle critiche, espresse anche pubblicamente, da parte di esperti, che sollecitavano maggiore coinvolgimento e articolazione nelle indagini? Non ritiene necessario senza dilazionare interventi fitoterapeutici non irreversibili e non rischiosi sul piano sanitario-ambientale, effettuare ulteriori indagini e sperimentazioni coinvolgendo istituzioni scientifiche anche internazionali e i1 territorio salentino, come peraltro richiesto da un OdG, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale?

-La Dec. Commissione U.E. del 23 luglio prevede eradicazioni di massa di piante (anche quelle con probabile o solo possibile infezione!!!), con termini e modalità che trasudano formalità scarsamente attenta al territorio. Al Salento cuore della storia dell’olivicoltura europea, si impone un’eradicazione simile a quella imposta ad una piantagione di patate: si possono estirpare ulivi carichi di secoli di storia di lavoro e struttura del paesaggio, come fossero piante stagionali infette?

– La Costituzione ateniese del V sec. a.C. condannava a morte chi estirpava un ulivo; La Costituzione della Repubblica tutela il paesaggio. Si può violare la nostra storia culturale e politica, con misure di non dimostrata efficacia ? Per ostacolare la X. si può desertificare un quinto della superficie agricola salentina?

– Occorre promuovere strategie immediate di profilassi, buone pratiche, cura delle piante e del territorio, ormai abbandonate, a causa del deprezzamento dell’olio e dei mancati controlli sul territorio. Gli indennizzi richiesti e promessi rischiano di allettare gli espianti, che già avvengono senza autorizzazione, approfittando del clima emergenziale, in barba a leggi nazionali e regionali di tutela degli ulivi! Si utilizzino le risorse per indennizzare il mancato reddito e soprattutto la cura.

-A medio termine occorrono misure che rigenerino il territorio, vittima di abbandono culturale e chimica eccessiva, prima ancora dei batteri e funghi patogeni. Il Governo e la Regione Puglia propongano di dichiarare il grande Salento “Parco europeo degli ulivi”, lo è di fatto. Provvedimenti che possono dare una prospettiva per tutto il territorio.

Il popolo salentino non accetterà supinamente la scorciatoia inutile dell’eradicazione di massa degli alberi d’ulivo: ha il dovere di custodire per il futuro la propria tormentata storia, emblematicamente, scolpita nei tronchi contorti degli ulivi!

 

 

Lecce 11 agosto 2014                                                                                   Per il Forum Giovanni Secli

 

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