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Quota 96 e Classe 52…..abbandonati dal Governo

Pensione scuola, presidio lunedì 24 a Montecitorio. Quota 96 e Classe 52 contro Renzi?Nuovo caos intorno a Quota 96 e Clase 52. Non si capisce molto ma da quel che si legge su rassegna.it la situazione sembra grave. Il Governo non sembra essere interessato a salvare i Quota 96. Il governo, infatti, presenterà “emendamenti soppressivi” di quattro punti del dl Pubblica amministrazione.  Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione, Marianna Madia, conversando con i cronisti a Palazzo Madama a margine dei lavori della commissione Affari costituzionali del Senato che sta esaminando i circa 650 emendamenti presentati al testo.


Il ministro ha specificato che una delle modifiche riguarderà la cosiddetta ‘quota 96’, che sblocca 4mila pensionamenti nella scuola, un’altra i benefici previsti per le vittime del terrorismo. Un terzo rivede i limiti di età per il pensionamento d’ufficio ed elimina quindi il tetto dei 68 anni per i professori universitari e i primari. Non mutano infine le soglie per tutti gli altri dipendenti pubblici: 62 anni e 65 per i medici. 

La norma avrebbe salvato 4.000 insegnati, rimasti “incagliati” nel 2012, ai quali sarebbe stata data la possibilità di andare da quest’anno in pensione con le vecchie regole pre-Fornero di ‘quota 96′.

“E’ un passo indietro inspiegabile da parte del governo e un’ulteriore ingiustizia nei confronti del mondo della scuola”. E’ il primo commento di Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil ai microfoni di RadiooArticolo1. “Stiamo discutendo di una copertura finanziaria irrisoria – ha continuato Pantaleo – che avrebbe permesso alle persone di andare in pensione e di liberare 4.000 posti di lavoro. Rispondremo anche a questo atto di ingiustizia, perché non è vero che la scuola è al centro dell’attenzione del governo. Questa ulteriore vicenda ci dice che si parla bene e si razzola male. Il governo si piega alle logiche di un idea che è quella di tagliare soltanto senza rispettare i diritti delle persone, come dimostra per l’ennesima volta questa vicenda”. 

Mentre Cuperlo nella sua pagina Fb scrive  Su “quota 96” (4.000 insegnanti della scuola che la riforma Fornero ha privato dei loro diritti) abbiamo ottenuto un risultato importante nel decreto sulla Pubblica Amministrazione discusso la settimana scorsa in prima Commissione (Affari Costituzionali) e licenziato dall’Aula col voto di fiducia di mercoledì notte. Adesso per quegli insegnanti sembra profilarsi una nuova doccia fredda. Prima il commissario alla spending, poi la Ragioneria generale dello Stato, hanno segnalato un problema di copertura. Se ho capito bene, parliamo di una somma complessiva che si aggira sui 400 milioni di euro. Due giorni fa, su Repubblica, Federico Fubini ha tracciato un “affresco” dei possibili risparmi che un’azione mirata su sprechi del pubblico potrebbe determinare. Ricordo una voce tra le tante che colpiva per l’entità. Ogni anno lo Stato spende per la gestione della telefonia fissa circa 2 miliardi di euro. Una diversa razionalizzazione nei contratti e nella pianificazione del servizio porterebbe, secondo i calcoli di Cottarelli, a un risparmio di 1 miliardo e mezzo. Ora, personalmente non amo e non sopporto la retorica spicciola e la demagogia a buon mercato, ma non capisco né credo si possa accettare l’idea che per fare cassa non si debbano colpire gli sperperi veri ma si possano privare alcune categorie di persone dei loro diritti, fondamentali e in parte acquisiti. Spero e credo che nelle prossime ore il governo dovrà attrezzare una soluzione per il problema che si pone, se necessario con un nuovo decreto che reperendo le risorse necessarie sia in grado di trasmettere da subito a quei 4000 insegnanti la certezza del diritto e di un governo che sa mantenere gli impegni presi.

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