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Sclerosi Multipla: i medici non dovrebbero accettare denaro dall’industria farmaceutica

2.cover  Durante il recente convegno VERTICALE E SOLIDALE di Cortina (luglio 2014) il neurologo bolognese dottor Fabrizio Salvi ha citato un recente articolo molto coraggioso.

Si tratta dell’articolo pubblicato sulla rivista scientifica Neurology Clinical Practice dell’American Academy of Neurology ed intitolato “Relationships between physicians and Pharma. Why physicians should not accept money from the pharmaceutical industry” (Rapporti tra medici e case farmaceutiche. Ecco perché i medici non dovrebbero accettare denaro dall’industria farmaceutica).

Secondo il prof. Carl Elliott, docente del Centro di Bioetica dell’Università del Minnesota (USA), se abbiamo imparato qualcosa dal valore del contenzioso decennale, è che l’industria farmaceutica paga la grande maggioranza dei medici per una ragione: per vendere al mercato i loro farmaci.

E perché avremmo mai dovuto pensare diversamente? Le compagnie farmaceutiche non sono enti benefici. Esse non operano nell’ambito dell’istruzione, o della filantropia, o della riduzione della povertà, né tanto meno – diciamoci la verità, nell’ambito dell’assistenza sanitaria. La loro attività è produrre e vendere farmaci. A differenza di molte altre aziende, tuttavia, le compagnie farmaceutiche devono operare attraverso un intermediario per vendere i loro prodotti. Questo pone i medici in una posizione di singolare fiducia. Si collocano tra le corporazioni e i vulnerabili e spesso disperati pazienti, che quelle corporazioni chiamano “clienti”.

In che modo i medici hanno gestito quel delicato compito?

Nel 2010, l’industria farmaceutica ha superato l’industria della difesa come il principale truffatore dello stato. Le industrie farmaceutiche sonno state obbligate a pagare 19,8 miliardi di $ come multe in un periodo di 20 anni. Sebbene la maggiore categoria di multa è stata data per la promozione off-label, quella particolare promozione era semplicemente l’aspetto visibile di uno scandalo più ad ampio raggio.

Grazie agli sforzi degli informatori, testimoni esperti e reporter investigativi, sappiamo che le industrie farmaceutiche hanno manipolato studi clinici, hanno insabbiato risultati sfavorevoli, pubblicato articoli di riviste a nome di altri, hanno pagato percentuali ai maggiori prescrittori, hanno intimidito critici accademici, hanno redatto false riviste mediche e hanno manipolato linee guidee terapeutiche. Senza l’aiuto dei medici si sarebbe potuto raggiungere solo una minima parte di tutto questo.

Fonti:

http://youtu.be/7kw8iGCMn8c?t=24m20s

http://cp.neurology.org/content/4/2/164.extract

https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=7kw8iGCMn8c#t=1460

About the author

Alessandro Rasman, 49 anni, triestino. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo politico-economico presso l'Università di Trieste; è malato di sclerosi multipla, patologia gravemente invalidante, dal 2002. Per Mediterranews cura una speciale rubrica sulla sclerosi multipla.

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