Sottolineiamo che un Passo sicuro di pace inizia dalla chiarezza, dalla responsabilità e dall’equità, in questo Passo, a nostro parere, non si può assolutamente degenerare la confusione, mescolando in modo inaccettabile tra le questioni della Palestina, l’Ucraina e il Sahara Marocchino detto impropriamente dalla colonizzazione europea “Sahara Occidentale”. Chiediamo, quindi, di verificare questo gravissimo errore e rifiutiamo ogni ingerenza nella causa nazionale del Marocco e ogni propaganda ostile alla sua integrità territoriale.
Restiamo umani e resistiamo in modo nonviolento alle guerre, al separatismo, al razzismo e alla disinformazione. Pur continuiamo e mobilitiamo la società civile dovunque contro le guerre, contro le stragi di civili, contro i mercanti di armi, contro i gruppi e i gruppuscoli secessionisti in Africa che vivano solo dai permanenti conflitti regionali con la complicità di regimi totalitari africani in primis dall’ex Gheddafi di Libia e dall’Algeria.
Le nostre comunità in Italia contano oltre 2 milioni persone, e all’evento di Firenze, chiediamo il sacrosanto diritto della parola per sentire la nostra voce, per dare il nostro contributo sulle guerre, sull’insicurezza e sul terrorismo nei campi del gruppo separatista “Polisario” a Tindouf in Algeria, in Africa e nel mondo. Ribadiremo la nostra opposizione alle politiche di guerra e alle varie forme dell’imperialismo e del colonialismo. Lanceremo concrete richieste alla politica mondiale per la soluzione politica dei conflitti, per la pace, per i diritti, per la giustizia, per il disarmo e per la difesa civile sociale democratica pacifica non armata e nonviolenta.
Si ad una piattaforma condivisa e responsabile di richieste e di campagne per un cambio di Passo delle politiche dei governi e delle istituzioni internazionali per il bene dei popoli. Ma questo Passo di pace tanto urgente quanto ambizioso e difficile, richiede urgentemente un cambio del modello di sviluppo, non più orientato al consumo del pianeta per il benessere di pochi ma alla sostenibilità immediata ed al benessere di tutti; L’applicazione e il rispetto da parte di tutti gli Stati degli accordi, delle convenzioni internazionali e dei diritti umani; Il riconoscimento dei diritti d’asilo e della circolazione agli immigrati e ai profughi di guerra; L’investimento nell’educazione, nel lavoro, nella giustizia sociale, nella democrazia, nella cultura, nel dialogo, nella cooperazione; L’uguaglianza tra il Nord e il Sud del pianeta e la cooperazione fruttuosa Sud-Sud del pianeta.
Per un altro mondo davvero possibile!