Salute

Milano, 20 sett: Capire e rispondere ai comportamenti del malato di Alzheimer

 Invito-Convegno-Federazione-Alzheimer_Milano-20Capire e rispondere ai comportamenti del malato di Alzheimer

La Federazione Alzheimer Italia organizza il convegno pubblico per far conoscere la malattia di Alzheimer e per capire come è possibile rispondere ai problemi comportamentali dei malati

In occasione della XXI Giornata Mondiale Alzheimer, la Federazione Alzheimer Italia, in collaborazione con ASP Golgi-Redaelli, Fondazione Golgi Cenci e UNAMSI (Unione Nazionale Medico Scientifica di Informazione) organizza sabato 20 settembre 2014, dalle ore 9 alle 17, a Milano (presso la Sala Alessi di Palazzo Marino, piazza della Scala 2), il convegno scientifico in chiave divulgativa “Capire e rispondere ai comportamenti del malato di Alzheimer”.

Con ingresso libero e gratuito, il convegno è rivolto ai familiari dei malati di Alzheimer, agli operatori del settore e a tutti coloro che desiderano conoscere e capire la malattia di Alzheimer, e cosa significa  affrontare e gestire la vita a fianco di una persona malata.

È consigliato confermare la presenza: tel. 02-809767, info@alzheimer.it.

Il programma del convegno.

Dopo il saluto delle autorità e la presentazione del convegno da parte di Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia, e Silvia Vitali, geriatra dell’ASP Golgi Redaelli di Milano e responsabile Cure delle Demenze, la mattinata di lavori è affidata alla conduzione dei due geriatri Antonio Guaita, direttore Fondazione Golgi Redaelli di Abbiategrasso, e Antonio Grillo, responsabile Istituto Piero Redaelli di Milano.

Tra i numerosi problemi che caratterizzano l’evoluzione della malattia di Alzheimer, i disturbi del comportamento sono quelli che maggiormente generano stress per il carer e per la famiglia, aumentano il carico assistenziale e contribuiscono in maniera determinante alla decisione di istituzionalizzare il malato. La possibilità di identificare precocemente questi disturbi, associata a una adeguata informazione-educazione per la loro corretta gestione, potrebbe contribuire a migliorare l’assistenza del malato, a ridurre i motivi di stress e di carico assistenziale e di conseguenza a mantenere il malato all’interno del nucleo famigliare. Per questo motivo è stata invitata l’esperta in questo campo Murna Downs, professore in Studi sulla Demenza all’Università di Bradford UK e responsabile del Bradford Dementia Group per l’attività di ricerca e di formazione nel campo della qualità della cura per la persona con demenza.

Murna Downs apre dunque il convegno con “Un approccio centrato sulla persona per comprendere il comportamento del malato”. Segue la relazione della geriatra Barbara Manni, del Centro Disturbi Cogniti dell’ASL di Modena, dal titolo “Intervenire al domicilio nelle emergenze comportamentali: il modello della Geriatria territoriale Modenese”.

La mattinata si conclude con la premiazione dei vincitori della terza edizione del Premio giornalistico “Alzheimer. Informare per conoscere”, creato dalla Federazione Alzheimer in collaborazione con UNAMSI e mirato a promuovere la più sensibile, corretta e completa informazione sulla malattia di Alzheimer. I giornalisti saranno premiati da Gabriella Salvini Porro, presidente Federazione Alzheimer Italia, Francesco Brancati, presidente UNAMSI, e Claudio Mariani, professore ordinario di neuorologia presso l’Università degli Studi di Milano – Ospedale Sacco.

 

Nella seconda parte del convegno – che inizierà alle ore 14.30 e sarà gestita da Teresa Suardi (geriatra, responsabile Riabilitazione Piero Redaelli) e Mauro Colombo (responsabile Programmazione e Coordinamento Attività Scientifica ASP Golgi Redaelli) – sono previsti interventi di esperti dell’ASP Golgi Redaelli che hanno l’obiettivo di esemplificare il sostegno alla famiglia sia sul piano della competenza del caregiver nell’affrontare le problematiche comportamentali, sia sul piano organizzativo con il ripensamento di servizi  esistenti.

La psicologa Roberta Vaccaro illustra “Il familiare di fronte ai problemi del comportamento del malato: intervento sulla competenza e la consapevolezza in un Nucleo Alzheimer”; la geriatra e psicologa Carla Gandolfi racconta la “Risposta all’emergenza comportamentale: la creazione di letti dedicati nell’esperienza del Nucleo Alzheimer dell’Istituto Piero Redaelli di Milano”. Al geriatra Antonino Frustaglia sono affidate le conclusioni.

www.alzheimer.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La malattia di Alzheimer

Demenza è un termine usato per descrivere diverse malattie cerebrali che comportano l’alterazione progressiva di alcune funzioni (memoria, pensiero, ragionamento, linguaggio, orientamento, personalità e comportamento) di severità tale da interferire con gli atti quotidiani della vita. La demenza non ha confini sociali, economici, etnici o geografici. La malattia di Alzheimer è la più comune causa di demenza (rappresenta il 50-60% di tutti i casi). È un processo degenerativo che colpisce progressivamente le cellule cerebrali, provocando quell’insieme di sintomi che va sotto il nome di “demenza”, cioè il declino progressivo e globale delle funzioni cognitive e il deterioramento della personalità e della vita di relazione. Nel 2013 le persone affette da demenza in tutto il mondo sono 44 milioni (nel 2010 se ne stimavano 35 milioni), con una previsione di raggiungere i 76 milioni nel 2030 (stima precedente: 66 milioni) e i 135 milioni nel 2050 (stima precedente: 115 milioni). In Italia si stima che la demenza colpisca circa un milione di persone, e di queste circa 600 mila soffrano della malattia di Alzheimer.

 

Federazione Alzheimer Italia, rappresentante unico per l’Italia di Alzheimer’s Disease International (ADI), è la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca medica e scientifica sulle cause, la cura e l’assistenza per la malattia di Alzheimer, al supporto e sostegno dei malati e dei loro familiari, alla tutela dei loro diritti in sede sia amministrativa sia legislativa. Riunisce e coordina 47 associazioni che si occupano della malattia e opera a livello nazionale e locale per creare una rete di aiuto intorno ai malati ed ai loro familiari.

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