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Padova: Coisp denuncia, tute usate ai neoassunti indumenti nuovi Polizia ai profughi

 

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Immigrazione, da Padova il Coisp denuncia: “Consegniamo le nostre tute usate ai colleghi neo assunti mentre gli indumenti nuovi destinati alla Polizia vengono dati ai profughi. Tutti i soldi tolti a noi e sborsati per ogni clandestino dove finiscono esattamente?”

“Gli indumenti destinati ai Poliziotti dati ai profughi mentre i colleghi devono dare le proprie tute usate ai più giovani entrati in servizio perché le riciclino e possano presentarsi a lavoro… Non è una finzione o uno scherzo, è la tragica verità. Ha veramente dell’incredibile: non solo per ogni clandestino giunto in Italia lo Stato sborsa in media oltre 80 auro al giorno; non solo, complessivamente, ogni mese ciascun profugo registrato riceve il doppio della paga di un Agente di Polizia; non solo il Paese ha moltiplicato la spesa plurimilionaria per operazioni che hanno finito solo per incrementare gli affari delle organizzazioni criminali che gestiscono i viaggi della disperazione, mentre le Forze dell’Ordine sono clamorosamente penalizzate rispetto a tutti gli altri cittadini e rispetto a tutti gli immigrati diretti in Europa; non solo operando nel settore dell’immigrazione clandestina siamo esposti a rischi indicibili per la nostra salute sui quali le Istituzioni si permettono pure di minimizzare; non solo ci tagliano la paga ed il trattamento che ci spetta di diritto, e che già sarebbe di per sé insufficiente, ed erodono ogni giorno tutti i mezzi a noi destinati; adesso anche il poco che sarebbe destinato ai Poliziotti in servizio viene dato ai clandestini mentre noi dobbiamo passarci i vestiti usati uno con l’altro. Ci si rende conto o no della situazione disperata in cui ci hanno messo?”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, torna furioso a far sentire la voce dei Poliziotti italiani in merito alle problematiche legate all’immigrazione clandestina che stanno mandando ulteriormente in tilt il sistema, mai affrontate ed anzi peggiorate con il tempo, dopo la clamorosa denuncia giunta da Padova, dove l’Organizzazione Sindacale ha rivelato, per bocca del Segretario Generale Provinciale, Loris Frison: “Noi siamo costretti a comprarci a spese nostre i dispositivi di protezione individuale, a rattoppare le nostre divise usurate, a consegnare le nostre tute da ordine pubblico usate ai colleghi neo assunti a Padova perché, a causa dei tagli del Governo, non vengono fornite mentre, incredibilmente, scopro che capi delle nostre divise come, scarpe, calzini e maglioni sono stati consegnati ai profughi. Nei giorni scorsi ho dichiarato che la Questura di Padova è diventata oramai un nuovo C.I.E. (Centro di Identificazione ed Espulsione), da oggi possiamo identificarla anche come una nuova O.N.L.U.S.. Trattasi di un gesto umanitario e lodevole, ma come può accadere che nessuna delle associazioni caritatevoli o Istituzioni abbia provveduto ad assistere gli immigrati e magari vestirli ? Oppure dobbiamo pensare che il Governo abbia demandato questo compito alla Polizia di Stato?”.

“Siamo di fronte a qualcosa di veramente intollerabile – insiste Maccari -, e non perché chi non può coprirsi non debba essere aiutato, ma perché ci sono stanziamenti assai profumati per fare questo, soldi che fanno sembrare ancora di più un’inezia ciò che servirebbe per dare a noi, invece, quel che ci manca per essere in condizioni quantomeno dignitose. E’ mai possibile che tutti i denari che ci costa ogni immigrato non bastano a procurargli calze e maglioni? Eppure noi e le nostre famiglie viviamo con molto meno… Che fine fanno esattamente tutti quei soldi mentre i nostri li ‘doniamo’ per risanare l’economia ad uno Stato cui diamo già il nostro lavoro, la nostra anima e l’intera vita? Ma, soprattutto, è mai possibile che il Corpo della Polizia di Stato valga così tanto poco da poterlo ridurre a un’armata brancaleone vestita di stracci riciclati?”.

 

Hamlet

"Amo ricercare, leggere, studiare ogni profilo dell'umanità, ogni avvenimento, perciò mi interesso di notizie e soprattutto come renderle ad un pubblico facilmente raggiungibile come quello della net. Mi piace interagire con gli altri e dare la possibilità ad ognuno di esprimere le proprie potenzialità e fare perchè no, nuove esperienze." Eleonora C.

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